Adesione a campagna vaccinale anti-COVID è obbligo convenzionale, la cui violazione comporta rilievi di responsabilità individuale

Il Direttore Generale del Ministero della Salute, Rossana Ugenti, fornisce chiarimenti sui dubbi avanzati dalla Regione Sardegna sulla libera scelta del MMG di aderire o meno alla campagna vaccinale anti CoViD.
” Con riferimento alla richiesta di chiarimenti pervenuta da parte di codesta Regione (Sardegna .d.r.) in merito all’oggetto, per quanto di competenza della scrivente Direzione generale, si rappresenta quanto segue.
In considerazione del ruolo fondamentale dei medici di medicina generale per realizzare una strategia vaccinale efficace ed omogenea sul territorio nazionale, Fil Protocollo d’intesa siglato in data 21 febbraio u.s. tra il Governo, le Regioni e le Province autonome e le Organizzazioni sindacali della medicina generale definisce la cornice nazionale e le modalità il coinvolgimento diretto dei medici di medicina generale nella campagna vaccinale nazionale anti-COVID-19, da declinare successivamente a livello regionale.
Al riguardo preme evidenziare che presupposto del predetto Protocollo d’intesa è la previsione delle “vaccinazioni non obbligatorie”, alle quali è riconducibile la vaccinazione anti-COVID-19, tra le funzioni e i compiti dei medici di medicina generale previsti dall’articolo 45 dell’Accordo collettivo nazionale vigente del 23 marzo 2005 e s.m. 

Ne deriva che l’adesione alla campagna vaccinale nazionale anti-COVID-19 costituisce per i medici di medicina generale un obbligo convenzionale, la cui violazione comporta l’assoggettamento a rilievi di responsabilità individuale, secondo quanto previsto dal medesimo Accordo collettivo nazionale.
LA MISSIVA MINISTERIALE

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