Regione Campania. Firmato l’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale

Firmato in data 17/12/2019 l’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale, valido per il 2019 e da aggiornare annualmente adeguandolo alla evoluzione normativa dell’ACN in corrente trattativa.

Gli studi dei Medici di Assistenza Primaria uniti obbligatoriamente in Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) attraverso una rete di condivisione dei dati e con una o più sedi di operative riferimento, con tempistiche che si svilupperanno nell’arco di un triennio, si avvarranno della collaborazione di infermieri ed assistenti e vedranno la possibilità, con modalità e nelle sedi da definire, di effettuare esami diagnostici di primo livello, decongestionando le liste d’attesa.

Particolare attenzione è riservata anche alla campagna vaccinale, alla presa in carico delle cronicità ed agli screening oncologici.

La disponibilità dei professionisti in rete sarà per le 12 ore diurne, da raccordarsi poi con quelle notturne dei medici ad incarico orario (attualmente Continuità Assistenziale).

L’accordo regionale per la Medicina Generale firmato da tutte le sigle sindacali e dalla Struttura Commissariale della Regione Campania, attende ora di diventare operativo mediante la pubblicazione sul Burc Regionale e poi di essere recepito da atti aziendali.

“La Regione Campania – spiega Pina Tommasielli, in rappresentanza della Struttura commissariale – ha voluto puntare sul rafforzamento dei territorio per potenziare la prevenzione e la cura delle malattie croniche”.

Le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) sostituiranno definitivamente tutte le attuali forme organizzative della Medicina Generale: gruppo, rete e associazionismo semplice, che non scompariranno ma saranno assorbite dall’attuale organizzazione che spinge, invece, i Medici ad organizzarsi in gruppi ben nutriti di professionisti in collaborazione per offrire maggior disponibilità di tempo ai cittadini per le esigenze che non richiedono la necessità del rapporto di fiducia. Tutti gli studi medici saranno articolati, dunque, per offrire assistenza sia in orario antimeridiano che post-meridiano con una disponibilità complessiva di almeno uno o più studi per almeno 10 ore e fino alle ore 20. Ogni medico potrà accedere ai dati sanitari del paziente della sua AFT che ne faccia richiesta per erogare la prestazione clinica o amministrativa non procrastinabile.

La medicina di intervento sarà assistita da strumentazione essenziale e minilab (diagnostica di laboratorio basilare) previa formazione specifica ed andrà di pari passo con quella di iniziativa mediante il coinvolgimento proattivo della popolazione. Gli infermieri ed il personale ruoteranno tra i diversi studi e nelle sedi di riferimento con modalità ancora da definire, secondo il metodo organizzativo adottato dalle diverse AFT.

Resta ora da attendere la pubblicazione del Decreto sul BURC e l’adozione Aziendale. Intanto i Medici, in attesa della sua formalizzazione, si stanno già incontrando per stabilire le modalità migliori per realizzare sul proprio territorio quanto previsto dall’Accordo.

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