• Corrado Caso e R. Sellitto (Medincò) una richiesta-proposta di Ospedale Comunità nell’Agro-Nocerino.

    Pubblicato su Salerno Medica n. 2/3 2019 l’interessante articolo del dr Corrado Caso riguardante gli Ospedali di Comunità.

    Tutti tutti gli operatori sanitari dell’agro Nocerino-Sarnese ed in special modo del DS 60 che vivono un particolare fermento professionale ed organizzativo meritano un riconoscimento legittimo con la realizzazione, sul proprio territorio, di tale importante struttura intermedia tra il Territorio e l’Ospedale e ne rivendicano la realizzazione per poter dare una risposta valida di salute ai Cittadini-Pazienti che si affidano alle loro cure.

    I requisiti generali tracciati dal Dr Caso e dal DM 70/15 sono realizzabili, nel DS 60 presso il plesso ormai fatiscente dell’ex Ospedale di Trivio di Castel S. Giorgio.

    La redazione di Medincò apprezza e commenta i contenuti dell’articolo del Dr Caso sulla stessa rivista:

    “Dall’articolo del Dott. Caso emerge chiaro un dato di fatto: la necessità di dare risposta al crescente bisogno di salute del cittadino/paziente, sempre più anziano e affetto da malattie croniche, in un sistema di assistenza socio-sanitaria carente e disordinato.

    L’intento dunque diventa quello di accompagnare il cittadino/paziente nel suo percorso assistenziale, dalla prevenzione alla fase terminale e non si può pensare di farlo, se prima non si crea la “Rete” tra tutte le figure professionali delle Cure Primarie, integrandola con l’Ospedale che non riesce più oggi da solo a contenere la domanda di salute.

    Per questo le Regioni, così come la nostra, nella loro autonomia organizzativa -gestionale, da anni ormai stanno adottando provvedimenti normativi al fine di rinnovare l’assistenza sanitaria rivedendo il rapporto tra l’Ospedale e il Territorio, con precisi outcome di salute da raggiungere.

    In questi atti programmatici di tutte le Regioni viene ribadito con forza come il potenziamento dell’assistenza territoriale rappresenti una variabile ineludibile per garantire appro­priatezza e qualità delle cure, esprimendo la necessità di ricollocare nella offerta territoriale la domanda corrispondente in modo da soddisfare con maggiore globalità, continuità e qualità l’istanza di garanzia dei LEA.

    Ad oggi però in Campania mancano strutture pubbliche quali Ospedali di Comunità in grado di completare la rete delle Cure Domiciliari e soddisfare la domanda assistenziale “intermedia” tra Ospedale e Territorio.

    Soltanto con la realizzazione di tali strutture e dove ci sono territori pronti ad accoglierle e renderle operative, si realizzerebbe quella rete assistenziale socio-sanitaria completa continua ed integrata di cui tanto si parla.

    STATO DELL’ARTE

    La programmazione Sanitaria Regionale Campana con la “riorganizzazione del territorio” (Dea 99/16) e della “rete ospedaliera” (Dea 103/18) mette in campo ben 12 strutture di questa tipologia evidenziandone la importanza (Patto Salute 2014-16 e DM 70/15), e la grande utilità a nostro avviso, nella ASL Salerno sono insufficienti o non ben distribuite.

    Perché emerge chiaro il dato che le scelte della localizzazione degli OdC sono solamente quelle aree con una densità abitativa bassa o molto bassa (Figura 1).

    Sicuramente ciò risponde a esigenze di valorizzare le aree interne della Regione, se pensiamo che i quattro O.d.C. sono programmati nella area della ex ASL Salerno 3, ma realizza così di fatto, una disparità in termini di riorganizzazione della rete ospedaliera e ospedale -territorio, se consideriamo che ci sono territori di altre aree che pur non essendo oggetto di spopolamento, hanno eguale bisogno di strutture simili, pensiamo all’Agro Sarnese Nocerino (1807 ab/kmq), in cui solo il DS 60 ha una den­sità abitativa di 1705 ab/kmq.

    Si crea di fatto un vulnus nel completamento della Rete delle Cure Primarie, con la realizzazione di AFT e UCCP ormai pronte al nastro di partenza. Il rischio grosso è che tali scelte potrebbero vanificare il successo che tali strutture dovrebbero ottenere sia in termini di miglioramento della qualità assistenziale delle CURE DOMICILIARI TERRITORIALI sia in termini di rilevanti risparmi economici così come documentato nel PSR 2011/2013 (fonte: burc. n. 32 del 27 Maggio 2011).

    È al Distretto Sanitario che bisogna guarda­re, quale soggetto che ha in tale scenario un ruolo fondamentale e quindi con esso ai MMG che quotidianamente intercettano il bisogno di salute complesso e lo indirizzano nel percorso più idoneo.

    Nel D.S. 60, con circa 100.000 assistiti ope­rano circa 70 MMG di cui molti già organizzati in medicine di rete e di gruppo e comprende i territori dei Comuni di Castel San Giorgio, Roccapiemonte, Nocera Superiore e Nocera Inferiore. In questi territori, per il fermento professionale costruttivo si sono costituite e sono pronte a partire 3 AFT Erogative secondo il Piano Operativo ASL Salerno del D.D. 53/18.

    Inoltre in questa realtà distrettuale ci sono ad oggi: il P. O. “Umberto I” di Nocera Inferiore – DEA 1 ° livello con 367 PL, la sede del Distret­to con ambulatori specialistici e altre attività Socio-sanitarie, molte RSA e strutture sociali gestite attraverso il P.d.Z. S 1-1.

    LA RICHIESTA-PROPOSTA

    Proprio al fine di rendere più omogenea la distribuzione di tali strutture, auspicando ubicazioni in zone con differenti connotazioni demografiche in maniera tale da poterne con­frontare le ricadute in termini di salute in real­tà diverse, proponiamo agli organi competenti e decisori di prendere in seria considerazione la possibilità di poter prevedere una sede ag­giuntiva nell’agro nocerino-sarnese, e più pre­cisamente nel Distretto Sanitario 60 di Nocera Inferiore. La richiesta si fonda su aspetti pecu­liari di questo territorio che rendono fattibile la realizzazione di un Ospedale di Comunità, superando egregiamente una difficoltà sostan­ziale: la struttura.

    A Castel San Giorgio è infatti ubicata “Vil­la Eleonora”, ex ricovero per ammalati di TBC costruito nel 1956 ed adibita all’epoca a casa di cura per malattie polmonari. Tale struttura di circa ventimila metri quadrati divenne ben presto un riferimento per l’intera Italia meri­dionale in tale settore, grazie alla capienza di circa 100 posti letto, e alla collaborazione degli ex C.p.a. (Consorzi provinciali antitubercola­ri) e di importanti medici tra i quali Vincenzo Monaldi. Con la scomparsa del “mal sottile” il nosocomio cominciò la sua decadenza fino ad essere totalmente abbandonato con continui passaggi di proprietà. Ad oggi la struttura è di proprietà della ASL ed è ritenuta inutilizzabile, ma 11 marcato stato di degrado mal s’accorda con la posizione privilegiata del sito, degno di candidarsi a riferimento per i cittadini dell’in­tero Agro nocerino-sarnese e non solo, grazie alla contiguità delle autostrade Caserta – Roma e Salerno – Reggio Calabria.

    L’amministrazione Comunale di Castel San Giorgio ha, inoltre, previsto nel prossimo Piano Urbanistico Comunale (già adottato in Giun­ta e in procinto di completare gli ultimi pas­saggi prima della definitiva approvazione in Consiglio Comunale) di destinare tale area ad attrezzature socio-sanitarie, ambulatori me­dici, scuola professionale per i servizi socio – sanitari ( già esistente e in grossa espansio­ne numerica di iscrizioni) ed attrezzature per l’istruzione in campo socio-sanitario, con la possibilità, inoltre, di poter attrezzare gli spazi scoperti liberi a parcheggio e a verde in funzio­ne delle esigenze che si prospetteranno.

    Per la parte gestionale che compete al Di­stretto Sanitario e che ad oggi presenta delle criticità in termine di risorse umane (infermie­ri ed OSS) ci si potrebbe avvalere M1 supporto di una realtà gestionale professionale consoli­data che ha come obiettivo la realizzazione di un modello di partnership organizzativo evo­luto. Trattasi della Medincò S.C.ar.l., Coopera­tiva formata da Medici di Medicina Generale, per statuto in maggioranza permanente, con altri operatori, per realizzare una assistenza territoriale mirata ad offrire servizi socio-sa­nitari-educativi. Iscritta all’albo regionale delle cooperative mediche e regolarmente ispirata all’ACN art. 54 e all’AIR Campania 2003 e 2013.

    Praticamente questo Territorio è pronto e si candida a diventare “Rete” per i servizi socio – sanitari continua, completa e integrata con l’Ospedale e il Terzo Settore”.

    L’articolo sull’OdC su Salerno Medica

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