Progetto Ospedale di Comunità, di nuovo in discussione alla Stato-Regioni

Lo schema di intesa per l’Ospedale di comunità previsto dal Patto per la Salute e dal Piano nazionale della cronicità, era stato pubblicato a marzo scorsodalla conferenza delle Regioni e poi rinviato ad interventi correttivi recepiti in gran parte dal tavolo tecnico. La versione definitiva è ora pronta per per la discussione in sede Stato-Regioni.

In sostanza, i correttivi salienti apportati sono i seguenti:

La responsabilità igienico – organizzativa e gestionale complessiva dell’O.d.C. pubblico è in capo ad un medico (nel vecchio testo era in capo al direttore del distretto o a un suo delegato) designato dalla direzione sanitaria aziendale, che svolge anche una funzione di collegamento con i responsabili sanitari, clinici ed assistenziali, e la direzione aziendale.

La responsabilità organizzativa dell’assistenza in ogni modulo è in capo al coordinatore infermieristico.

La responsabilità clinica di ciascun paziente è attribuita al medico di medicina generale (pediatra di libera scelta se O.d.C. pediatrico) di fiducia, anche all’interno di una forma organizzativa della medicina generale, oppure ad un medico operante stabilmente nella struttura;

Per gli OdC pubblici il responsabile clinico della struttura è un medico dipendente o convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (SSN).

Eliminato il testo: “L’operatore socio-sanitario è responsabile di attività e funzioni secondo le proprie competenze.”

È più volte espresso il concetto di “complessità assistenziale/autonomia del paziente” come requisito di accesso anche valutabile attraverso scale standardizzate.

L’assistenza medica viene assicurata dai medici di medicina generale di fiducia dei pazienti o pediatri dì libera scelta se O.d.C. pediatrico(scompare la figura del medico dipendente) anche all’interno di una forma organizzata della medicina generale secondo l’Accordo collettivo nazionale – o dal medico della struttura, che garantiscono almeno un’ora settimanale di presenza per singolo ospite, sei giorni su sette {escludendo la domenica e gli altri giorni festivi).

L’articolo pubblicato, su questa testata, lo scorso marzo

Il testo modificato per la discussione in Conferenza Stato-Regioni

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