• Cooperative sussidiarie al SSN. Assemblea Confcooperative Sanità: Milanese Presidente, Sellitto vicepresidente per l’area delle Cooperative mediche.

    L’assemblea annuale di Confcooperative Sanità che ha rieletto, oggi, Giuseppe Milanese alla presidenza ed il nostro Raffaele Sellitto vicepresidente per l’area delle Cooperative mediche è stata l’occasione per una discussione senza veli sui dati riguardanti la Sanità in Italia.

    I dati Istat e Censis rielaborati nel corso dell’assemblea e poi quelli di C.R.E.A. Sanità (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, mostrano la mappa delle disuguaglianze in Italia dove oltre 20 milioni di cittadini in difficoltà economica rinunciano alle cure o si indebitano per poterlo fare, così la salute diventa un bene solo per chi può pagare o è assicurato (ormai 11 milioni).

    Secondo Milanese a quarant’anni dalla sua istituzione il Ssn sta vivendo una crisi senza precedenti. L’ospedale da solo non basta. L’intasamento dei reparti, già ridotti di organico e di capacità ricettiva, si accompagna ad un costo esorbitante, non meno di 700 – 800 euro al giorno. “Con gli stessi soldi si potrebbero assistere, quotidianamente, 10 persone fuori dall’ospedale”. Dunque “è sul territorio che va costruita la risposta: un sistema di assistenza primaria, una rete complessa e capillare in grado di prendere in carico direttamente nel cuore della comunità il bisogno assistenziale dei cittadini, concentrando sull’ospedale solo cure e interventi più importanti”.

    Necessitano strategie inedite ed innovative per far fronte ad una crescita della domanda, in una situazione di preoccupante carenza di medici e di grave riduzione di servizi destinata secondo le politiche correnti a peggiorare.

    Altro argomento dolente sono state le liste di attesa, motivo principale per cui gli italiani si rivolgono a strutture private affrontando costi maggiori. La Campania (n.d.r.), che non rende disponibile neanche il report previsto dal Dlgs 33 del 14 marzo 2013, è ancora una volta indicata dal rapporto CREA, come maglia nera, motivo di grande preoccupazione per gli stessi medici del Territorio che non trovano risposte per i propri assistiti. Chi di noi non ha ricevuto pazienti che riferivano di liste di attesa chiuse (tra l’altro procedura fuori dalla legalità) sentendosi disarmato rispetto ai bisogni urgenti dei propri assistiti.

    “Non è una questione di spesa, ma di riorganizzare i servizi in un Paese che cambia e che invecchia” In un quadro che è destinato a peggiorare nei prossimi anni seguendo il ritmo dei bisogni stimati e delle disponibilità decrescenti, non è necessario aumentare le risorse ma ottimizzarle, considerando che su 26 miliardi di spesa per Ltc, appena 588 milioni vanno in servizi e il resto in trasferimenti monetari. “Necessita ripensare il sistema riorganizzando i servizi in modo efficace e in questo quadro la cooperazione sanitaria potrebbe essere la via. Una terza via, tra Stato e mercato. Un network multiprofessionale e integrato di cooperative di medici, di operatori sanitari, di farmacisti e di mutue, che si propongono di affiancare il Ssn in chiave sussidiaria, non semplici erogatori di prestazioni, ma corresponsabili nella gestione dei servizi di fronte ai cittadini. Uno strumento prezioso per ridurre le disuguaglianze e contrastare la privatizzazione strisciante del Ssn”.

    Nella stessa sede Grande soddisfazione per il lavoro delle Cooperative salernitane è risultata l’elezione del Dr. Raffaele Sellitto, già consigliere di Confcooperative Sanità Campania, a vicepresidente nazionale per l’area di competenza delle cooperative mediche. È riconosciuto il grande e faticoso lavoro, spesso controcorrente, di progettazione e di innovazione per poter costruire dal basso un modello di sanità capillare sul territorio, più umana, più snella, più sensibile e vicina alle fragilità.

    Contemporaneamente Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, spiegava all’Adnkronos Salute che “se avessimo in Finanziaria gli strumenti giusti, potremmo creare almeno 90 mila nuovi posti di lavoro assumendo collaboratori, contribuire al rilancio della professione, dare risposte ai nostri assistiti e aiutare ad abbattere le liste d’attesa e il sovraffollamento dei pronto soccorso”.

    La mozione odierna del consiglio regionale campano riguardante le LISTE DI ATTESA

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