Obbligo di POS, ancora non applicabili le multe ai medici ed ai professionisti.

L’obbligo del POS (point of sale “punto di vendita”) per professionisti e commercianti fu introdotto con il D.L. 179/12, convertito nella L. 221/12 che ne prevedeva l’applicazione a decorrere dal 1 gennaio 2014 al fine di aumentare l’utilizzo di moneta elettronica e combattere così l’evasione fiscale con la tracciabilità dei pagamenti tramite carta di credito, bancomat o carte ricaricabili.

La Legge di Stabilità 2016, aveva previsto che le sanzioni, che dovevano colpire la mancata dotazione, avrebbero dovuto trovare attuazione entro il 1° febbraio 2016 ma nessun decreto attuativo è stato mai prodotto.

Si era parlato della possibilità che le sanzioni in caso di violazione dell’obbligo di accettare pagamenti con bancomat e carte sarebbero state inserite in Legge di Bilancio 2018.

Così non è stato e ad oggi, pur soggetto ad obbligo, non è chiaro cosa rischia chi non accetta pagamenti con moneta elettronica.

Nel Regolamento ipotizzato dal MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) si prevedeva una multa di 30 euro per ogni pagamento elettronico rifiutato, assimilando tale sanzione a quella prevista dall’ Articolo 693 del Codice Penale ma la bozza inviata al Consiglio di Stato il 28 marzo 2018 perché esprimesse per un parere preventivo ha sollevato dubbi di incostituzionalità.

Il Consiglio, infatti sospende il parere sullo ‘Schema di regolamento sulle sanzioni amministrative in caso di mancata accettazione dei pagamenti elettronici’ messo a punto dal MiSE perché “non appare rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale”.

il Legislatore non ha definito, infatti, importo minimo e massimo della sanzione, non ha dato indicazioni dell’autorità competente ad irrogarla e delle procedure da applicare. E siccome secondo l’articolo 23 della Costituzione “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”, il decreto torna ora al MiSE che dovrà illustrare una relazione tecnica in cui dovranno essere prospettate le soluzioni per superare gli evidenziati profili di incostituzionalità.

IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO

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