• Campania fanalino di coda anche nell’utilizzo delle Cooperative della Salute. 

    Un’analisi che fa riferimento al 31 Dicembre 2015 pubblicata dall’Ufficio Studi AGCI – Area Studi Confcooperative – Centro Studi Legacoop mostra i numeri positivi ed incoraggianti delle attività delle cooperative dell’area sanità italiane. Purtroppo, nonostante le evidenze spingano verso una gestione della Sanità affidata alle cooperative di categoria, ed in fin dei conti, ai medici, le uniche figure capaci di restituire qualità e risparmio ad un SSN in sofferenza, e nonostante siano sviluppati e presentati un po’ ovunque progetti innovativi ed interessanti, anche in questo settore la Campania è fanalino di coda con investimenti scarsi o nulli e, anzi, con resistenze anacronistiche e controproducenti ai cambiamenti. 

    Il presidente del consorzio delle cooperative mediche del salernitano nonché Consigliere Nazionale di Confcooperative dr. Raffaele Sellitto offre un’interpretazione entusiastica della pubblicazione non potendo però esimersi da una nota di sconforto quando paragona la nostra Campania e le regioni del Sud al resto del territorio nazionale. 

    La nota del Consigliere Nazionale dr. Sellitto:

    Salerno 03 giugno 2016

    Oggetto: Aggiornamento dati “Cooperative attive nella filiera della salute”  

    Utile aggiornamento dello studio pubblicato dai Centri Studi coordinati di ACI (Alleanza Cooperative Italiane – AGCI, Legacoop e Confcooperative), che offre una sintesi del complesso ed articolato sistema delle cooperative associate operanti in ambito sanitario e sociosanitario nel nostro Paese.

    Questi i dati di maggior interesse rispetto alla suddetta filiera:

    • al 31 dicembre 2015 risultano attive 10.773 cooperative (lo 0,5% nel comparto farmaceutico; il 9,6% nel comparto sanitario in senso stretto; l’89,8% nel comparto socio-sanitario);

    • il fatturato aggregato si è attestato, nel 2014, a un valore di € 15,3 mld;

    con riferimento all’occupazione diretta generata, gli addetti sono oltre 368mila unità (2014) in prevalenza lavoratori stabili e donne;

    • il totale del capitale investito ha raggiunto gli 11,3 miliardi di euro, mentre il capitale sociale aggregato è di poco inferiore ai 550 milioni;

    • la filiera cooperativa della salute si conferma anticiclica, avendo fatto registrare, nel periodo 2008-2014, una performance di crescita rispetto agli indicatori considerati (numero di addetti, patrimonio netto, capitale sociale, capitale investito).

    Le cooperative che operano, prevalentemente, nel comparto sanitario in senso stretto sono, per il 74%, cooperative sociali a specializzazione sanitaria. In particolare, cooperative sociali, anche tra medici, che forniscono assistenza domiciliare integrata, assistenza in strutture sociosanitarie dotate di reparti di degenza, assistenza in presidi ospedalieri, assistenza ambulatoriale e poliambulatoriale, assistenza e servizi di prima emergenza e urgenza, assistenza e servizi di trattamento, cura, terapeutici e riabilitativi e servizi connessi alla prevenzione, alla promozione del benessere e della salute nonché alla formazione in ambito sanitario.

    Il restante 26% è rappresentato da cooperative di servizi (non cooperative sociali) che operano nel settore sanitario in senso stretto. Tra queste merita menzionare le cooperative tra medici, legate, prevalentemente, alla diffusione delle diverse forme di medicina associata, in particolare tra medici di medicina generale, e promosse per offrire maggiore qualità e continuità nelle risposte assistenziali agli utenti.

    La maggioranza assoluta degli addetti è anche socio della cooperativa in cui presta lavoro. Il 91% degli addetti opera in cooperative del settore socio-sanitario, l’8,3% nel sanitario in senso stretto (tra le professionalità figurano gli operatori socio-sanitari, gli infermieri, i medici, i terapisti e fisioterapisti).

    In un contesto operativo appesantito anche dai ritardi dei pagamenti, oltre che da una pesante recessione, le cooperative attive nella filiera della salute hanno fatto registrare un incremento occupazionale che ha superato il +30,8% tra il 2008 e il 2014. Si tratta di una crescita straordinaria considerato che, nello stesso periodo, il sistema Italia ha registrato una pesante caduta dei livelli occupazionali.

    Purtroppo mi tocca constatare insieme a tante positività un dato, per noi Campani, negativo, su base territoriale, con riferimento alla popolazione residente (al 1° Gennaio 2015), il capitale investito dalle cooperative della filiera della salute supera i 300 Euro pro-capite in Emilia Romagna, Umbria e Piemonte. In coda alla graduatoria si segnalano la Campania e la Calabria dove il capitale investito per residente dalle cooperative attive della filiera della salute non raggiunge i 100 Euro.

    Per una disamina completa dei suddetti dati si rimanda al documento.

    Il Consigliere Nazionale Federazione Sanità Confcooperative  

    Dott. Raffaele Sellitto

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