• Riunione del 19/02/2016 sul Decreto Lorenzin

    imgresRiunione sentita e partecipata quella di ieri sera a Roccapiemonte con i MMG della Cooperativa Medincò, sui metodi di applicazione del decreto Lorenzin sull’appropriatezza.

    In un vuoto di indicazioni applicative, con enormi dubbi interpretativi,   dove pesano i silenzi della politica e dei tecnocrati e tardano le interpretazioni nazionali e regionali, si è cercato di concordare norme comportamentali e prescrittive omogenee finalizzate, in primis, alla tutela della salute degli assistiti e, in secondo luogo, all’esigenza di evitare sanzioni (legge 125/2015) non essendo disponibile, la Categoria, ad assumere il ruolo di capro espiatorio per le incapacità organizzative e legislative di altri.

    In sostanza e sinteticamente:

    Per quanto riguarda le prescrizioni specialistiche con limiti,

    • si è rimarcata la necessità (già evidenziata dal Comitato Regionale ex art. 24) che gli specialisti ambulatoriali ed ospedalieri utilizzino un proprio ricettario regionale e che comunque si attengano agli obblighi cui sono tenuti insieme ai MAP (Medici Assistenza Primaria). Intanto si è saputo che a breve l’Azienda, con la condivisione dei nostri rappresentanti sindacali, adotterà un modulo di segnalazione al Direttore del Distretto delle prescrizioni improprie, difformi dalle norme vigenti e non riconducibili al prescrittore.

    Gli specialisti privati, in caso di prescrizione non conforme, per “correttezza” dovrebbero indicare “prestazione a carico del paziente” per non lasciare il conflitto al MAP il quale dovrebbe inviare il paziente (in caso di sua contestazione) a nuova visita (con classe di priorità “urgente”) presso medici specialisti “prescrittori” del SSN per confermarne la non erogabilità e/o l’appropriatezza e/o valutare un percorso diagnostico alternativo.

    Per quanto riguarda l’allegato 1 del decreto, questo contiene una tabella di “proscrizione” formata da:

    • una colonna che esprime una nota numerica limitativa (simile a quelle AIFA per i farmaci) da inserire, quando le SoftwareHouse saranno pronte, a fianco (forse) della prestazione prescritta.

    Non necessita utilizzare più impegnative per le diverse indicazioni ma inserire le diverse note sulla stessa ricetta indirizzata alla stessa branca specialistica.

    Per prestazioni indirizzate a diversi settori specialistici (come per esempio nella gestione integrata del diabete mellito 2) necessita utilizzare diverse impegnative (non utilizzare la stessa ricetta per differenti orientamenti specialistici) anche se indirizzate ad una medesima struttura.

    • due colonne che rappresentano il codice e la denominazione della prestazione.
    • una colonna che indica le condizioni autoritative e imprescindibili di erogabilità a cui attenersi necessariamente
    • una colonna che richiama all’appropriatezza che verosimilmente si rimette al giudizio clinico del prescrittore.

    Per quanto concerne la definizione di “Fragilità Sociale” contemplata nel decreto ai fini dell’erogabilità delle prestazioni odontoiatriche, si attendono le indicazioni del Comitato Regionale. Nell’attesa è consigliabile, sempre nel rispetto delle necessità degli Assistiti, sospenderne le prescrizioni non urgenti.

    Punto dolente si è toccato sulle malattie croniche necessitanti di correzione metabolica intensa: es. Diabete mellito, IRC grave ed in dialisi, i pazienti con Neoplasie, etcc.. Si è convenuto che quando si tratta di pazienti estremamente “fragili” sul piano cardio-vascolare, emodinamico e metabolico, necessitanti di correzioni frequenti di equilibri umorali e molto più esposti alle complicanze per i quali lo stesso SSN e/o SSR ha elaborato linee guida e protocolli di rivalutazione periodica, nelle more dei chiarimenti attesi tali protocolli vanno rispettati.

    Stesso caso quello dei pazienti in attesa di trapianto per i quali sono richieste dai Centri Trapianto Regionali – pena l’esclusione dalla lista d’attesa per trapianto – prestazioni “inappropriate” secondo il decreto Lorenzin: i markers tumorali (prescrivibili solo per MONITORAGGIO o COMPLETAMENTO DIAGNOSTICO per neoplasie). In attesa di chiarimenti dal ministero o di revisione dei protocolli sembra etica ed appropriata una deroga  all’obbligo autoritativo della colonna condizionante le prescrizioni.

    Per ciò che attiene, invece alle richieste improprie dei pazienti “troppo preoccupati” per la propria salute, si è convenuto giustamente di porre un freno agli screening non necessari (quelli la cui periodicità ravvicinata non migliora una eventuale diagnosi e/o prognosi) limitandoli o procrastinandone l’esecuzione (ma non a discapito della medicina di iniziativa e di prevenzione) ed attenendosi al decreto:

    • lo screening dell’assetto lipidico su soggetto privo di riscontro anamnestico positivo o di sospetto (rischio cardiovascolare o familiarità per malattie dismetaboliche, dislipidemia, o eventi cardiovascolari precoci) è a carico dell’assistito per i pazienti con meno di 40 anni col consiglio di ripeterlo ogni 5 anni.
    • allo stesso modo sono a carico dell’assistito gli esami negati dalla colonna condizionante l’erogabilità.

    Si è concordata, infine, la necessità, per chi non lo avesse già fatto, di iniziare ad utilizzare – nonostante i disagi – il Nuovo Catalogo Regionale, attualmente in corso di revisione, che sarà obbligatorio tra qualche mese.

    La riunione si è conclusa non senza perplessità e malumore verso un sistema sempre più pretenzioso che impone continui obblighi burocratici riducendo, di fatto, il tempo da dedicare alla prevenzione, alla clinica ed al colloquio con i propri pazienti e che nega in molte circostanze, i riconoscimenti, anche economici legittimamente dovuti.

    Ultima considerazione resta quella che forse l’obbligo di partecipazione alle AFT è una positività, perché il confronto e la condivisione dei percorsi e delle criticità, fa crescere la consapevolezza che insieme si è più forti e protetti.

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