• Criteri di prescrivibilità della Densitometria Ossea

    L’indagine densitometrica consente oggi di misurare in modo abbastanza accurato e preciso la massa ossea ed in particolare la sua densità minerale (Bone Mineral Density o BMD) in g/cm2 di superficie ossea proiettata.

    Per l’OMS la diagnosi densitometrica di osteoporosi si basa sulla valutazione con tecnica Dual-energy X-ray Absorptiometry (MOC-DXA) della densità minerale, raffrontata a quella media di soggetti adulti sani dello stesso sesso (picco di massa ossea).

    L’unità di misura è rappresentata dalla deviazione standard dal picco medio di massa ossea (T-score).

    Secondo l’OMS, nell’interpretare i risultati della BMD conviene adottare le definizioni seguenti:

    • La BMD normale è definita come un T-score compreso fra +2,5 e –1,0 (la BMD del paziente è cioè fra 2,5 deviazioni standard (DS) sopra la media di un giovane adulto e 1 DS sotto la media di un gio¬vane adulto).
    • L’osteopenia (bassa BMD) è associata ad un T-score compreso tra –1,0 e –2,5 DS.
    • L’osteoporosi è caratterizzata da un T-score inferiore a –2,5 DS.
    • Per osteoporosi conclamata si intende un valore di T-score inferiore a –2,5 DS con la contemporanea presenza di una o più fratture da fragilità.

    La densitometria ossea rappresenta quindi il test diagnostico di osteoporosi e di rischio di frattura come la misurazione della pressione arteriosa serve per diagnosticare la presenza di ipertensione e quindi il rischio di ictus.

    Tuttavia ai fini della prescrivibilità dell’esame è necessario adottare dei criteri di appropriatezza (risparmio) elaborati dalla Direzione Generale della Programmazione Sanitaria.

    Criteri di Appropriatezza per l’accesso alla Densitometria DEXA

    Il Medico di Medicina Generale può richiedere la Densitometria Ossea (DXA) SOLO in presenza delle seguenti condizioni (nei restanti casi l’esame è a pagamento):

    in presenza di uno dei seguenti Fattori di rischio maggiori

    Per soggetti di ogni età di sesso femminile e maschile (un fattore di rischio):

    • Precedenti fratture da fragilità (causate da trauma minimo) o riscontro radiologico di fratture vertebrali.
    • Riscontro radiologico di osteoporosi
    • Terapie croniche (attuate o previste) con farmaci che causano osteoporosi – vedi tabella 1

     

    Tabella 1
    Cortico-steroidi sistemici (per più   di 3 mesi a posologie >/= 5 mg/die di equivalente prednisonico)
    Levotiroxina (a dosi soppressive)
    Antiepilettici
    Anticoagulanti (eparina)
    Immunosoppressori
    Antiretrovirali
    Sali di litio
    Agonisti del GnRH
    Chemioterapia in età pediatrica 1
    Radioterapia in età pediatrica
    • Patologie a rischio di osteoporosi – vedi tabella 2
    Tabella 2
    Malattie endocrine con rilevante coinvolgimento osseo:
    –  amenorrea primaria non trattata,
    –  amenorrea secondaria per oltre un anno,
    –  ipogonadismi,
    –  iperparatiroidismo,
    –  ipertiroidismo,
    –  sindrome di Cushing,
    –  acromegalia,
    –  deficit di GH,
    –  iperprolattinemia,
    –  diabete mellito tipo 1
    Rachitismi/osteomalacia.
    Sindromi da denutrizione, compresa l’anoressia nervosa e le sindromi correlate.
    Celiachia e sindromi da malassorbimento.
    Malattie infiammatorie intestinali croniche severe.
    Epatopatie croniche colestatiche.
    Fibrosi cistica.
    Insufficienza renale cronica, sindrome nefrosica, nefrotubulopatie croniche e ipercalciuria idiopatica.
    Emopatie con rilevante coinvolgimento osseo:
    –   mieloma,
    –   linfoma,
    –   leucemia,
    –   talassemia,
    –   drepanocitosi,
    –   mastocitosi
    Reumatismi infiammatori cronici
    –   artrite reumatoide e patologie reumatiche correlate,
    –   connettiviti sistemiche.
    Patologie genetiche con alterazioni metaboliche e displasiche dell’apparato scheletrico.
    Trapianto d’organo.
    Allettamento e immobilizzazioni prolungate (>3 mesi).
    Paralisi cerebrale, distrofia muscolare, atrofia muscolare e spinale.

    Limitatamente a donne in menopausa (un fattore di rischio):

    • Anamnesi familiare materna di frattura osteoporotica in età inferiore a 75 anni.
    • Menopausa prima di 45 anni.
    • Magrezza: indice di massa corporea < 19 kg/m2.

    in presenza di 3 o più fattori di rischio minori per le donne in menopausa

    • Età superiore a 65 anni.
    • Anamnesi familiare per severa osteoporosi.
    • Periodi superiori a 6 mesi di amenorrea premenopausale.
    • Inadeguato apporto di calcio.
    • Carenza di vitamina D.
    • Fumo > 20 sigarette/die
    • Abuso alcolico (>60 g/die di alcool).

    in presenza di 3 o più fattori di rischio minori per gli uomini di età superiore a 60 anni

    • Anamnesi familiare per severa osteoporosi.
    • Magrezza (indice di massa corporea < a 19Kg/m2).
    • Inadeguato apporto di calcio.
    • Carenza di vitamina D.
    • Fumo >20 sigarette/die
    • Abuso alcolico (>60 g/die di alcool).

    Criteri di Appropriatezza per La ripetizione dell’esame

    La ripetizione degli esami densitometrici di controllo nel tempo è indicata quando si verificano entrambe le seguenti condizioni (da DGR n. VII/13796 del 25 luglio 2003 e linee guida SIOMMS):

    1. nei casi in cui la conoscenza delle variazioni di massa ossea serve a modificare le decisioni cliniche sul singolo paziente:
      • monitoraggio dell’efficacia di alcune terapie antiosteoporotiche (bifosfonati, raloxifene, ecc)
      • valutazione di un eventuale aggravamento, che sia sospettato sulla base di indicazioni cliniche precise (soggetti che stanno perdendo osso a velocità eccessiva)
    2. non prima di 18-24 mesi, in quanto il rimaneggiamento osseo necessita di tempi lunghi e le eventuali variazioni di massa ossea verificatesi in tale intervallo possono essere inferiori all’errore di misurazione dell’apparecchiatura.

    Il documento della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria

    La densitometria nei LEA 2017

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