• Sisac ostinata. È stallo assoluto

    giovedì 23 aprile 2015 20.37 – Notizie

    La SISAC nega la validità dell’accordo siglato il 4 marzo dalle OOSS con il Presidente del Comitato di Settore, considerandolo espressione di valutazioni personali del medesimo. Espressamente interrogata sul significato e contenuto di alcune raccomandazioni che la Conferenza dei Presidenti avrebbe affiancato alla nuova formulazione dell’atto di indirizzo, la SISAC ha tenuto a precisare che la Conferenza stessa non le aveva approvate per cui, anche queste, rimanevano una semplice espressione di desideri della Regione proponente: la Campania.
    Non è neppure il caso di sottolineare che Sisac da organo tecnico delle Regione diventa una illegittima sede di valutazioni e scelte politiche, che trascendono da qualsiasi potere d’indirizzo e di verifica di organi politici e di settore delle Regioni. Meglio sarebbe riportare le trattative dei professionisti convenzionati nell’ARAN, dove una consolidata esperienza e tradizione negoziale potrebbe garantire un comportamento più corretto nei confronti delle OOSS e della categoria.
    A noi, comunque, non è dato sapere se la SISAC si sia “messa in proprio” o, come lei stessa afferma, risponda ad un preciso mandato della Conferenza per volontà della maggior parte delle Regioni, salvo rare eccezioni. L’interlocutore politico rimane la stessa Conferenza e a questa chiediamo di sapere, una volta per tutte, se avalla il comportamento e le posizioni di Sisac, senza infingimenti od opacità, che autorizzerebbero a credere che in questi mesi abbiamo assistito solo ad un nauseante palleggiamento di responsabilità sulla testa dei cittadini.
    Del resto assistiamo in questi giorni, nel patetico tentativo di nascondere la decennale, ma ancora attuale, incapacità delle Regioni di gestire la sanità italiana, prima proporre la responsabilità patrimoniale dei medici, poi dimostrata l’assurdità della proposta e secondo indiscrezioni comparse sulla stampa specializzata definire i medici di medicina generale inappropriati e iperprescrittori.
    Abbiamo già in passato dichiarato alla politica l’impossibilità di procedere oltre nelle trattative con un interlocutore come la SISAC, ora la stessa riporta indietro l’orologio del confronto, a questo punto chi può pensare che questo sia interpretabile diversamente dalla espressione di una volontà di essere sordi ad ogni logica e disponibilità negoziale.  
    Il mese di Maggio vedrà un numero di iniziative di contrasto sindacale senza precedenti e di informazione dei nostri pazienti da parte dei medici Fimmg e lo sciopero sospeso verrà immediatamente ripreso, dichiarando già da domani un primo giorno di sciopero per il 19 Maggio. La Conferenza delle regioni o il suo autoreferenziale succedaneo, la Sisac, si assumano la responsabilità di spiegare ai cittadini le ragioni di tale comportamento dilatorio e delle sue conseguenze rispetto alla necessità di sviluppo delle cure territoriali secondo le esigenze del paese e non secondo i desiderata ideologici di un enclave funzionariale. Noi lo faremo!

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