Ministero Salute e Lavoro, aggiornamenti e chiarimenti, con particolare riguardo ai lavoratori e alle lavoratrici “fragili”.

La Circolare congiunta del Ministero della Salute e del Lavoro del 04/09/2020 individua il medico competente (e non il Medico di Medicina Generale) quale figura in grado di supportare il datore di lavoro nella attuazione delle misure di prevenzione, protezione e sorveglianza sanitaria e coinvolta nella identificazione dei “soggetti con particolari situazioni di fragilità”, in special modo quelli con rischio in relazione all’età e co-morbilità.

Ai lavoratori e alle lavoratrici deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da SARS-Co V-2, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (a solo titolo esemplificativo malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche).

Le eventuali richieste di visita devono essere corredate della documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata (con modalità che garantiscano la protezione della riservatezza), a supporto della valutazione del medico competente.

Anche nella ipotesi in cui i datori di lavoro non siano tenuti alla nomina del medico competente (ad es., in alcuni casi, le scuole), dovrà essere assicurata al lavoratore/alla lavoratrice la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in presenza di patologie con scarso compenso clinico. In quest’ultimo caso, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di nominare comunque il medico competente, in base alla valutazione del rischio, ai fini della massima tutela dei lavoratori fragili, su richiesta del lavoratore o della lavoratrice, il datore di lavoro potrà inviare il lavoratore o la lavoratrice a visita presso enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico, tra i quali: 1) l’INAIL; 2) le Aziende sanitarie locali; 3) i Dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università.

Il datore di lavoro dovrà fornire al medico incaricato di emettere il giudizio una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore o dalla lavoratrice e della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività, nonché le informazioni relative al documento di valutazione del rischio.

il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative.

La visita medica sarà ripetuta periodicamente.

LA CIRCOLARE MINISTERIALE

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