• Il VI anniversario della nascita di Medincò. I Cooperatori attivi nonostante le avversità.

    È un periodo di tribolazione e di sfide ma le Cooperative ci sono e sono vicine, vicinissime ai Soci, ai dipendenti ed ai Cittadini assistiti. Con difficoltà, con sacrificio, con passione, con armi spuntate ma con la forza incontenibile della dedizione e della generosità, caratteri fondanti di chi ha scelto di stare insieme per essere migliori in tempi di quiete e in tempi di calamità.

    Oggi la nostra Cooperativa Medincò compie 6 anni e i festeggiamenti sono più vivi perché immaginari, e gli abbracci virtuali più dolci perché fortemente desiderati.

    In questi tempi è particolarmente evidente quanto sia importante lavorare insieme. Quando il carrozzone lento ed insufficiente della Pubblica Amministrazione, colpevole di ripetuti ed inoculati tagli all’assistenza e sfregi agli Operatori Sanitari, affanna e sembra che si ritiri nelle consuete procedure improduttive e costrittive, omettendo, nell’abituale convinzione che l’atto burocratico sia prioritario rispetto a quello assistenziale, azioni di protezione per il personale sanitario attivo, i Soci Cooperatori di Medincò e di tutto il Consorzio Mega Ellas ritrovano in questo periodo il piacere di stare insieme, fornirsi informazioni, supportarsi sulle procedure, cercare di applicare comportamenti condivisi in favore dei propri assistiti tentando di resistere alle richieste complicate, spesso incomprensibili, mal formulate, farraginose, limitative del sistema organizzativo. A proposito… è stuzzicante assistere alla scena di uffici amministrativi pieni di dirigenti medici e funzionari indaffarati tra le carte con guanti e mascherine ricevere i Medici di famiglia e gli Infermieri, “nudi” di DPI, prendendo tutte le precauzioni che si possano riservare a probabili propagatori del morbo (untori). Ma tant’è .

    I Medici di Famiglia sono ‘inermi’. – Urla Scotti segretario FIMMG – Manca ancora una ‘cassetta degli attrezzi’ che permetta loro di agire tempestivamente sui pazienti, già in fase di isolamento domiciliare, e non solo per il monitoraggio delle loro condizioni.

    Unica luce in questo scenario di isolamento del Territorio dalle scelte “centrali”, di abbandono (ma questa non è un’esperienza inattesa) dall’apparato delle disposizioni, delle norme, e dei diritti (spesso negati), è la preparazione e la capacità di “problem solving” del gruppo.

    “Noi medici di base – racconta il Presidente di Medincò Sellitto – abbiamo la funzione ambivalente di tutela delle nostre famiglie e contemporaneamente del rispetto onorevole del giuramento di assistenza verso tutti i pazienti, non solo verso i casi di Coronavirus. Seguiamo pazienti con patologie gravi, cronici, terminali, oncologici e soprattutto chi, in questo periodo mostra depressione e ansia. Siamo la prima linea, verosimili fonti di contagio poiché a contatto con centinaia di persone”. E sulla dematerializzazione: ”C’è voluta una pandemia per ottenere la dematerializzazione della ricetta. – Conclude – Il sistema ha bisogno di risposte rapide. Al momento la prima crisi è sanitaria, poi verrà ed è in parte in corso, quella psicologia ed in ultimo vi sarà il danno sociale dovuto alla crisi economica che inevitabilmente avrà ricadute di nuovo sul sistema sanitario. Per dirla in termine tecnico, abbiamo bisogno di anticorpi subito”.

    E allo stesso modo in più parti di Italia i Colleghi Cooperatori alzano la propria voce per chiedere collaborazione e fornire supporto.

    Il 23 marzo si è tenuto, in videoconferenza, il Consiglio di Presidenza ConfCooperative Sanità cui ha partecipato in nostro Presidente dr. Raffaele Sellitto che ha contribuito all’elaborazione e ha condiviso la lettera inviata al ministro Speranza in cui il Presidente di ConfCooperative Sanità Milanese chiede che nella distribuzione dei Dpi si tenga conto anche degli operatori delle cooperative che gestiscono servizi essenziali e inderogabili. E suggerisce modelli applicabili per il nostro territorio.

    Intanto a Modena le Cooperative continuano a fornire il personale, le attrezzature e, talora, gli ambienti necessari all’attività del team della medicina di famiglia che, grazie ai colleghi associati e alle proprie segretarie e infermiere, può efficacemente filtrare e indirizzare con sicurezza i pazienti anche nell’affrontare l’attuale epidemia.

    I Medici di Lecco, non senza difficoltà hanno distribuito qualche centinaio di mascherine protettive ai medici di famiglia e alle infermiere e cercano di dare un supporto ai medici di famiglia nel lavoro di telesorveglianza dei pazienti fragili o a rischio per l’infezione da coronavirus.

    Siamo molto vicini ai Colleghi di Napoli sempre molto attivi nel supporto ai colleghi ed ai cittadini ed attualmente nello sconforto per le insufficienti procedure di sicurezza che mettono a rischio il Personale attivo sul Territorio.

    E così tutta la nostra meravigliosa Penisola è piena di talenti, uniti dagli stessi interessi, alti, spesso inascoltati ma, come dice Milanese “della cui esperienza non dovremmo fare a meno” – infatti – “non proteggere con sicurezza gli operatori sanitari è un delitto che si compie contro le loro vite e contro le vite di chi dovrà averci a che fare. Ed è un fattore di ulteriore ingolfamento del sistema sanitario pubblico che avrebbe al contrario urgente bisogno di funzionare in modo fluido e spedito. Ma, si sa, noi italiani sappiamo essere provetti autolesionisti del ‘dum Romae consulitur’: e mentre Sagunto viene espugnata, alimentiamo la malattia di medici e infermieri della cui esperienza non dovremmo fare a meno, moltiplichiamo i ricoveri in nosocomi già da tempo al collasso e consideriamo di mandare allo sbaraglio della peggiore tragedia nazionale dal dopoguerra medici appena laureati”.

    Auguri Medincò Auguri a tutti i soci, Amici, uniti, fiduciosi, anche in tempo di difficoltà.

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