• Le Cooperative Mediche ed il “Progetto di Intesa Ospedale-Territorio, Area Oncoematologia”

    Ospedale e Territorio a confronto e in collaborazione per ridisegnare, con le tecnologie disponibili, la rete di assistenza e cura, abbandonando schemi e modelli su cui si è basata la sanità fino ad oggi.

    Dallo scorso 2 marzo 2020 è stato intrapreso un promettente Progetto di intesa tra l’Ospedale, Area Oncoematologica, e il Territorio realizzato secondo quanto indicato dalla Linea Progettuale n.5/37 del DCA n.134/2016, che prevede una collaborazione tra i Medici ospedalieri del reparto di Onco-Ematologia dell’Ospedale A. Tortora di Pagani ed i Medici di Assistenza Primaria, finalizzata allo screening di I livello, al follow-up post acuzie ed al follow-up delle cronicità del paziente onco-ematologico.

    Il progetto, ad ora in corso di svolgimento, è stato disegnato con l’obiettivo di elevare l’appropriatezza degli accessi all’Area Ematologica e decongestionare le liste di attesa e le Unità Operative ad alta e altissima intensità di cura attraverso la creazione di una rete comunicativa snella ed efficace basata su strumenti informatici tra specialisti Ematologi Ospedalieri e Distrettuali dell’ASL Salerno e Medici di Medicina Generale.

    La stretta collaborazione tra Medici con differente formazione, visione e approccio alle problematiche cliniche permette la costruzione di modelli innovativi, semplici ed efficaci per potenziare insieme l’appropriatezza e la qualità assistenziale ottimizzando, contemporaneamente, le risorse disponibili.

    Il paziente ematologico, urgente o meno, è identificato attraverso un primo consulto diretto in cui il Curante pone allo specialista un quesito motivato, descrittivo, anamnestico e documentale, ed attende, a breve giro, la risposta  dell’ematologo che identifica il corretto percorso per l’eventuale inserimento del paziente in un canale di approfondimento ematologico in ambiente ospedaliero oppure la chiusura del caso o, ancora, la permanenza alle cure e follow-up territoriali.

    La piattaforma informatica, in corso di ultimazione, punta quanto prima alla possibilità di videoconferenze così che il consulto tra medici possa essere in diretta video restando ognuno nel proprio ambulatorio.

    Ad oggi sono dedicate due linee telefoniche, una fissa ed una mobile, ed una mail riservata su cui far transitare le informazioni sanitarie ed i consulti a distanza. Con questa “strategia di collaborazione” si  anticipa ed attua ciò che la criticità del momento sanitario richiede: ridurre quegli accessi in ospedale disordinati e penosi per i pazienti che necessitano di una breve consulenza per la semplicità del caso e selezionare i problemi che realmente richiedono un impegno specialistico avanzato e prestazioni onco-ematologiche ospedaliere.

    Ora è possibile immaginare ospedali interamente dedicati a pratiche di elevata ed elevatissima specialità, poi reparti e presidi sanitari destinati alla bassa intensità di cura e alla riabilitazione. Immaginiamo ancora strutture intermedie affidate a Medici e Infermieri di Famiglia dedicate alle patologie a bassa intensità di cura e osservazione, ad esempio pazienti dimessi dagli ospedali e bisognosi di un continuum clinico difficilmente gestibile a domicilio o a patologie che non trovano adeguata assistenza al domicilio.

    Immaginiamo studi di Medici di Medicina Generale, aggregati ed organizzati in una rete territoriale fornita, grazie al supporto della Cooperazione medica, anche di personale e attrezzature per la diagnostica e, chissà, di piccole strutture destinate a alla semplice interventistica.

    Immaginiamo pazienti dimessi dall’ospedale ed affidati alle cure del medico di fiducia che necessitino di monitoraggio e di assistenza  infermieristica a domicilio.

    Immaginiamo come tutte queste eventualità possano essere realizzate ed organizzate in una rete dinamica e snella di scambio di consulenze ed informazioni che consenta di separare l’atto medico o infermieristico dalla presenza fisica riducendo gli spostamenti, velocizzando i processi e ottimizzando le risorse.

    Tutto quanto immaginato inizia a concretizzarsi oggi, grazie anche al supporto delle Cooperative dei Medici, nel progetto descritto destinato ai pazienti onco-ematologici ed a breve potrebbe prendere realmente forma in più larga scala, in maniera trasversale, ed andare oltre l’ematologia  coinvolgendo altre branche specialistiche.

    Già dall’inizio del Progetto se ne apprezzano i benefici e appare particolarmente evidente come un piano di finanziamento dedicato allo sviluppo della telemedicina e all’aggiornamento tecnologico (con cifre molto inferiori a quelle stanziate per l’acquisto delle mascherine per la protezione dal Covid-19) possa modernizzare e trasformare radicalmente i processi di diagnosi, terapia e cura, creare collaborazioni efficaci tra i vari attori della sanità, medici di medicina generale e specialisti ospedalieri, a beneficio del cittadino che riceverà una offerta alla sua domanda più puntuale, più sicura e con notevole riduzione dei disagi creati dalle attese e dagli spostamenti.

    IL PROTOCOLLO DI INTESA COOPERATIVE MMG/ONCO-EMATOLOGIA

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