• La FIMMG e le Cooperative dei MMG per lo studio medico 3.0

    Il simposio del 28/09/19 tenutosi a Napoli sul tema della prossima adozione dei PDTA per le malattie croniche in regione Campania è stato l’occasione, in presenza del segretario nazionale FIMMG Silvestro Scotti, per trattare globalmente i sentitissimi temi riguardanti la situazione attuale della Medicina Generale e la sua verosimile evoluzione in tempi di serrata contrattazione in sede SISAC. 

    “Adesso basta” ha ripetuto più volte Scotti riferendosi alla corrente campagna di sensibilizzazione della parte pubblica con il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini. È in corso un periodo di cambiamento culturale, demografico e dei bisogni assistenziali che necessitano urgentemente di “un’evoluzione del pensiero politico e delle forme contrattuali”. I cittadini, i sindaci, gli amministratori, specialmente quelli dei piccoli comuni, ne sono particolarmente consapevoli e supportano attivamente l’iniziativa. Meno sentito sembrerebbe, invece, il problema assistenziale nelle sedi amministrative delle grandi metropoli rispecchiando probabilmente un orientamento culturale che riflette i costumi attuali e pregressi delle miopi politiche nazionali e regionali. 

    La medicina del territorio è già avanti dal punto di vista amministrativo perché obbligata da scelte politiche e contrattuali restrittive ed orientate al risparmio. Ora è il momento di dotarla degli strumenti moderni e necessari per farle fare il salto di qualità dal punto di vista organizzativo e assistenziale: “il medico di famiglia 3.0”.

    “Studio Medico 3.0 è il progetto dell’evoluzione tecnologica dello studio del MMG” afferma Scotti. “Ai medici è richiesta responsabilità” specialmente se sono costretti a confrontarsi con una categoria, come quella rappresentata da alcuni politici che ricoprono dissennatamente e privi di lungimiranza un ruolo di responsabilità. Lo studio medico che alcuni colleghi hanno già evoluto, deve essere la sede del micro team. Non più soli. Altre figure professionali, sanitarie ed amministrative, devono affiancare il MMG nelle attività assistenziali e la strumentazione deve essere aggiornata ed evoluta, all’altezza dei tempi e delle disponibilità tecnologiche (ECG, holter, mini-lab, spirometria, strumentazione collegata al gestionale per la registrazione dei dati, dermatoscopia, telemedicina, teleconsulto, teleassistenza). I team devono essere integrati sul territorio per attività a vantaggio comune e degli utenti, supportati dalle cooperative. 

    Le attuali quote di produzione, così come immaginate dalla parte pubblica – enfatizza tuttavia Scotti- corrispondono a quanto sottratto dagli emolumenti di base. Anche per questo “adesso basta”. Il rapporto capitario è falsato dalle mutate condizioni anagrafiche della popolazione che è sempre più anziana e fragile determinando un mutato carico di lavoro per emolumenti in quota capitaria che risalgono a 10 anni fa. Allo stato attuale non risulta conveniente investire in strumentazione e personale per il medico che voglia ammodernare lo studio e si è realizzata una sperequazione tra cittadini che ricevono già i servizi da parte di colleghi disposti ad investire e quelli di colleghi che non hanno le stesse disponibilità. Bisogna, dunque, reperire le risorse in altri capitoli per favorire il cambiamento. 

    Per il segretario provinciale FIMMG, Luigi Sparano, il MMG deve assumere la consapevolezza del suo ruolo fondamentale nel SSN. 

    I PDTA per le patologie croniche in Italia sono annoverabili in diverse decine ma devono assumere carattere di pregio sia dal punto di vista organizzativo che da quello scientifico per poter essere davvero utili ed efficaci. 

    In Campania, oltre alla Gestione Integrata per il Diabete Mellito tipo2 che ha prodotto risultati eccellenti e che è guardato con interesse da molte altre regioni, sono previsti quelli riguardanti le malattie respiratorie, che partiranno a breve, e le malattie cardiovascolari.

    L’affascinante visione di insieme prospettata dal Segretario Scotti – ha commentato Raffaele Sellitto, presidente di Confcooperative – in una situazione, come quella corrente, di frammentazione della progettazione politica ed amministrativa, è un obiettivo condiviso, ma rischia di diventare amara se affidata alla volontà ed alla disponibilità dei singoli professionisti, non supportati dai distretti, dalle aziende, dalle regioni. È già evidente la mutata richiesta di salute, notevolmente aumentata ed in continuo incremento per le caratteristiche anagrafiche della popolazione costituita prevalentemente da anziani con pluripatologie. Domanda di salute cui i MMG possono dare risposta supportati da una nuova forma di progettualità governata dagli stessi medici attraverso il consociativismo nelle Cooperative che superino anche il problema della mancanza di personalità giuridica delle forme associative immaginate dal SSN (AFT, UCCP, Ospedali di comunità) e ricevere quel profilo imprenditoriale tale da poter realizzare insieme i modelli assistenziali immaginati per uno studio medico o una forma associativa moderna ed efficiente, diventando attori della clinica, della prevenzione, ma anche del reclutamento e formazione del personale utile per le caratteristiche specifiche del territorio

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