• Classi di priorità. Piano Nazionale Liste di attesa noto alle regioni dal febbraio 2019.

    Nel febbraio 2019 è stato approvato il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2019-2021.

    Le Regioni e Province Autonome avevano 60 giorni per recepire il PNGLA 2019-2021 e redigere, in accordo con le indicazioni adottate a livello centrale, un proprio Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa contenente una serie di interventi che devono essere ripresi nei Programmi Attuativi Aziendali.

    Ogni Azienda sanitaria, su indicazione della Regione/Provincia Autonoma avrebbe dovuto adottare o aggiornare un Programma Attuativo Aziendale, entro 60 giorni dall’adozione del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa.

    Sulla base delle previsioni del PNGLA sono stati implementati nel sistema di accoglienza centrale (SAC) per la gestione della ricetta dematerializzata nuovi controlli sia in fase di prescrizione sia in fase di erogazione, finalizzati da un lato a meglio assicurare l’accesso alle prestazioni per classi di priorità, dall’altro a raccogliere informazioni più dettagliate ai fini del monitoraggio dei tempi di attesa.

    I controlli implementati per la ricetta dematerializzata sono riportati nel documento pubblicato nel portale del Sistema Tessera Sanitaria.

    I controlli applicati dal SAC sono già operativi anche per la Campania dove i medici prescrittori e gli erogatori sono collegati al sistema di accoglienza regionale (SAR).

    È confermato l’obbligo, per il medico prescrittore, di indicare, per le prestazioni oggetto di monitoraggio nel PNGLA, se le prestazioni prescritte si riferiscono o meno ad un “primo accesso” e, per i primi accessi, la classe di priorità.

    Le prestazioni che non siano oggetto di monitoraggio non necessitano dell’indicazione della priorità e sono rifiutate dal “Sistema”.

    Inoltre, nella prospettiva di un previsto allargamento delle prestazioni oggetto di monitoraggio dei tempi di attesa (in aggiunta a quelle indicate nel PNGLA attualmente vigente), e per consentire alle Regioni di estendere il set di prestazioni oggetto di monitoraggio, è facoltativa l’indicazione della tipologia di accesso anche per le prestazioni che non sono indicate nel PNGLA. Nel caso in cui il prescrittore indica che la prestazione è di “primo accesso”, diviene però obbligatoria l’indicazione della classe di priorità.

    In tutti i casi in cui la prestazione prescritta non è di “primo accesso”, la “classe di priorità” non deve essere impostata.

    10 punti chiave sul PNGLA 2019-2021

    1. le Regioni avevano 2 mesi di tempo per recepire il PNGLA con un Piano regionale.
    2. sono stati stanziati 350 milioni di euro in tre anni (2019-2021) nella Legge di bilancio 2019 per ridurre le liste di attesa e garantire più efficienza, responsabilità, trasparenza, facilità e semplicità.
    3. se per una prestazione specialistica (prime prestazioni in classe di priorità) verrà superato il tempo massimo di attesa previsto per legge, il paziente residente potrà recarsi, secondo una specifica procedura, in una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi.
    4. con il CUP on-line i pazienti potranno consultare in tempo reale l’attesa relativa a visite e esami erogati in regime istituzionale o in libera professione nonché prenotare e modificare gli appuntamenti già presi.
    5. i controlli saranno prescritti dal professionista che ha preso in carico il paziente senza che questi sia rimandato al MMG/PLS per la prescrizione; le Aziende devono prevedere idonee modalità per consentire la prenotazione da parte del medico specialista.
    6. sarà obbligatorio indicare nelle prescrizioni le classi di priorità previste dal nuovo Piano; per la  Classe P (prestazione Programmabile) previsto, dal 1 gennaio 2020, un tempo massimo di attesa di 120 giorni.
    7. nelle strutture che non rispetteranno i tempi di attesa individuati dalla Regione si potrà attuare il blocco dell’attività libero professionale intramuraria.
    8. i Direttori Generali potranno essere rimossi se non rispetteranno i tempi massimi di attesa stabiliti per legge.
    9. la Regione vigila sul rispetto del divieto di sospendere l’attività di prenotazione (liste bloccate, agende chiuse).
    10. il paziente può richiedere alla Direzione sanitaria o alla Direzione medica ospedaliera di prendere visione della sua posizione nella Agenda dei ricoveri.

    Il Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2019-2021

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