• IL CANCRO DEL COLON RETTO: l’evoluzione terapeutica nella sfida della diagnostica precoce. I percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA)

    Il 30 Marzo 2019, in un’Aula Consiliare vestita a festa e dagli spalti affollati da specialisti del settore medico nonché da comuni cittadini, si è svolto a Castel San Giorgio un importante convegno incentrato sul cancro del colon-retto che ha visto la partecipazione di vari esponenti di spicco dell’ambiente universitario salernitano oltre che del Presidente della Cooperativa Medica Medincò il Dott. Raffaele Sellitto.

    I lavori sono stati aperti dai saluti del Sindaco l’avv. Paola Lanzara, compiaciuta ed orgogliosa di poter ospitare presso la casa comunale un evento tanto prestigioso e dai contenuti elevati ma resi fruibili a tutto l’uditorio. A questi sono seguiti quelli del sub-commissario alla sanità dell’ASL di Salerno il Dott. Vincenzo D’Amato, del Responsabile dei Percorsi Integrati per l’Appropriatezza di gestione del paziente oncologico dell’Università di Salerno il Dott. S. Cigolari e del Prof. Di Chirurgia Generale dell’Università di Salerno V. Pilone.

    Fin dalla prima relazione tenuta dal Dott. A. Maurano (Direttore dell’U.O. di endoscopia digestiva chirurgica presso il P.O. Fucito) è stato evidenziato come il trend in costante aumento dell’incidenza della patologia rende sempre più indispensabile l’esecuzione del test di screening mediante la ricerca del sangue occulto nelle feci in tutta la popolazione ultracinquantenne, soprattutto lì dove ci sono fattori di rischio quale la familiarità.

    È seguita poi, la relazione del Dott. R. Sellitto incentrata sul ruolo del medico di Medicina Generale nella malattia oncologica. “Le pietre angolari su cui si deve poggiare la lotta al cancro sono inevitabilmente la prevenzione primaria con la promozione di corretti stili di vita e la prevenzione secondaria”. E proprio su questo tema ci si è soffermati mostrando dati attestanti l’importante ruolo rivestito dai MMG, in quanto il loro coinvolgimento nel percorso di screening del 2018 ha permesso all’ASL di Salerno di passare da 11.000 a 60.000 test sulle feci collocandola al vertice per il Sud Italia e tra le prime 10 provincie italiane. È stato enfatizzato sia il ruolo del singolo MMG quale normale collettore tra le esigenze diagnostico-terapeutiche degli assistiti e il mondo ospedaliero e universitario, sia l’inevitabile evoluzione nelle forme aggregate (AFT e UCCP) e la cooperazione, come unici sistemi in grado di garantire quei livelli organizzativi in grado di poter dare risposta alle sfide cliniche e di sostenibilità del SSN. Non è mancata, però, anche un’attenta disamina su quelle che sono le criticità del percorso di cura del paziente oncologico, tra cui il mancato dialogo tra lo specialista oncologo e il MMG.

     

    Il Dott. S. Cigolari e il Prof. di Oncologia S. Pepe hanno evidenziato come le diseguaglianze di accesso nei percorsi diagnostico-terapeutici e il differenziale esistente tra Nord e Sud sulla mortalità a 5 anni per patologia oncologica (con la Campania maglia nera d’Italia) siano state tra le cause dell’alto tasso di migrazione sanitaria che tanto nuoce al sistema sanitario regionale. Sono stati quindi mostrati i progetti relativi alla Rete Oncologia Campana (ROC) e ai GOM (Gruppi Oncologici Multidisciplinari) con cui la Regione Campania intende organizzare dei PDTA oncologici caratterizzati da tempi certi di accesso ai servizi sanitari.

    Hanno chiuso la giornata gli interventi del Prof. di Anatomia Patologica P. Zeppa, che ha mostrato gli aspetti delle lesioni precancerose e cancerose correlandole con l’evoluzione patologica e clinica e il ruolo sempre più importante dei marcatori molecolari sulla scelta terapeutica e il Prof. V. Pilone che ha espresso con forza la sua convinzione, dati alla mano, secondo cui le professionalità e le eccellenze messe in campo, siano assolutamente in grado di offrire alla popolazione risposte congrue alle necessità di cura manifestate dalla stessa.

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