Gli Ospedali in sofferenza ed il Territorio in attesa di risposte.

Dopo i problemi del Ruggi sovraffollato per il moltiplicarsi smisurato degli accessi durante il periodo influenzale e costretto a far ricorso ai colleghi della Continuità Assistenziale per la gestione dei codici bianchi, ora anche l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore è in grave sofferenza facendo registrare un grave “tutto esaurito” come denunciano i giornali locali.

Ancora una volta vengono a galla le difficoltà legate ad una non ottimale pianificazione del Sistema Sanità locale, in cui la soluzione dei problemi è demandata alla buona volontà dei singoli operatori di frontiera, soli, sovraccarichi di lavoro e fortemente demotivati: quelli ospedalieri che pur decimati nell’organico sono diventati riferimento di bacini di utenza sempre più ampi, e i medici di famiglia o del territorio costretti a moltiplicare considerevolmente gli interventi, ben oltre quanto richiesto contrattualmente (orari di studio molto al di là di quanto previsto dal corrente Accordo Collettivo, visite domiciliari più che moltiplicate ed in orari e giorni non dovuti, reperibilità telefonica e su social continua) con perdita totale della vita privata per restituire l’etica originaria ad una professione ancora sentita e capace di fornire risposte moralmente elevate alla popolazione in difficoltà.

È sempre più evidente la necessità di modificare l’assetto organizzativo avviando quei percorsi già più volte immaginati ed auspicati in cui progettare una Sanità del Territorio integrata, capace di formare gruppi socio-sanitari affiatati e motivati che producano algoritmi di comportamento, procedure di prevenzione ed assistenza capillare in prossimità al cittadino o al suo domicilio.

Fanno già discutere favorevolmente la passione e l’impegno dei medici del Consorzio Mega Ellas che stanno creando spontaneamente ed a titolo di volontariato, realtà dove l’assistenza è già integrata, plurispecialistica, affidata a multiple figure professionali, del mondo sanitario e del sociale, ed in simbiosi con i colleghi ospedalieri spesso coinvolti nella gestione multidimensionale dei pazienti critici e fragili.

Per il momento i materiali ed il personale sono messi a disposizione dai medici, ma è fiduciosa l’attesa di disporre di strumentazione e personale che li metta in grado di fornire un’assistenza di elevata qualità e facilmente accessibile.

“L’assistenza Domiciliare, è la sfida del futuro – riferisce il Presidente dr. Raffaele Sellitto – e la si può vincere solo se al centro rimettiamo il rapporto medico-paziente. Chi meglio del medico di famiglia può contribuire a ridisegnare un quadro efficiente della sanità ed evitare il sovraffollamento ospedaliero. Bisogna crederci e puntare a potenziare questo tipo di attività”.

La cronaca locale denuncia il sovraffollamento degli ospedali e parla di Mega Ellas.

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