• Il ruolo dei Medici delle Cure Primarie nel contrasto alle disuguaglianze

    La FNOMCeO impegnata nel contrasto alle disuguaglianze di salute ha pubblicato un Manifesto contenente una serie di raccomandazioni sui comportamenti dei sanitari e in particolar modo dei Medici delle Cure Primarie da adottare nel campo della prevenzione, medicina di genere, informazione scientifica corretta ai cittadini, tutela della salute globale, cooperazione internazionale e formazione.

    Il Manifesto indica cosa può fare nello specifico il professionista sanitario ed individua alcune buone pratiche che il Medico delle Cure Primarie, il cui ruolo è cruciale per il contrasto alle diseguaglianze, deve mettere in atto. Infine richiama “10 atteggiamenti e azioni del medico in aiuto al migrante”:

    I medici delle cure primarie hanno l’obiettivo di fornire un’assistenza di alta qualità rivolta in modo olistico alla cura dei pazienti e alle famiglie in risposta ai loro bisogni. La buona pratica clinica può pertanto essere portata avanti dai professionisti delle cure primarie con un importante contributo alla riduzione delle disuguaglianze.

    Rispondere in modo efficace ai bisogni dei gruppi più vulnerabili comprende una serie di azioni:

    • assicurare un colloquio clinico in tempi adeguati e gestire gli appuntamenti in modo flessibile per facilitare l’accesso e le relazioni continue soprattutto con coloro che hanno scarso controllo sulla propria vita;
    • prendere in cura il paziente considerando l’ambiente da cui proviene e le condizioni sociali in cui vive;
    • fornire un’assistenza multidisciplinare poiché i soggetti più vulnerabili beneficiano maggiormente di raccomandazioni derivanti da più professionisti della salute;
    • evidenziare, con un allarme all’apertura della cartella clinica, i pazienti fragili o a rischio di svantaggio nella salute o nell’accesso alle cure;
    • instaurare rapporti stretti e monitorare i pazienti affetti da patologie psichiatriche o disabilità intellettiva nell’aderenza alla terapia;
    • monitorare l’aderenza ai programmi di screening;
    • potenziare la comunicazione con i pazienti, specialmente con coloro che vivono in scarse condizioni abitative e difficilmente raggiungibili;
    • informare i pazienti sui servizi disponibili sul territorio, compresi quelli sociali e, se necessario, contattarli per loro conto;
    • mettere a contatto i tirocinanti e gli studenti con situazioni dove si evidenzi l’effetto dei determinanti sociali sulla salute e al contempo agiscano modalità di contrasto.

    I 10 atteggiamenti e azioni in aiuto al migrante:

    1. evitare pregiudizi e preconcetti;
    2. conoscere la frequenza e le principali caratteristiche delle malattie legate ai paesi di provenienza;
    3. tenere conto delle differenze di cultura dell’immigrato quando lo si visita e quando si fa una prescrizione;
    4. conoscere i diritti e i doveri dei migranti nell’accesso al servizio sanitario e nello specifico gli aspetti amministrativi riguardanti le diverse categorie: rifugiati, richiedenti asilo, migranti economici, stranieri temporaneamente presenti (codice STP), cittadini europei non iscritti all’SSN (codice ENI);
    5. utilizzare il mediatore culturale e sensibilizzare l’amministrazione alla disponibilità di mediatori formati;
    6. indagare sulle condizioni socio-familiari (per esempio solitudine, disponibilità di alimenti, economica…) e utilizzare queste informazioni a supporto della diagnosi e nell’impostazione della terapia e del percorso assistenziale;
    7. dichiarare quale lingua veicolare il medico è in grado di utilizzare;
    8. verificare la comprensione delle prescrizioni date (per esempio chiedendo al migrante di scriverle nella propria lingua);
    9. programmare i controlli successivi con appuntamento;
    10. indirizzare e orientare il migrante agli altri servizi sanitari e, se necessario, supportarlo nell’accesso ai servizi sociali e amministrativi.

    È online, a tale proposito, dal 1 dicembre sulla piattaforma FadInMed il corso di formazione a distanza gratuito “Salute globale ed equità” (10 crediti ECM), coordinato dal gruppo di lavoro FNOMCeO “Salute globale, sviluppo e cooperazione internazionale”. Il corso è disponibile gratuitamente sulla piattaforma FadInMed per medici e odontoiatri, ai quali si ricorda che per il primo accesso devono passare per il riconoscimento dalla pagina del portale FNOMCeO dedicata: qui

    IL MANIFESTO DELLA FONMCeO

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