• Rapporto italiano di HTA sul vaccino influenzale trivalente adiuvato: miglioramento della qualità di vita e riduzione dei costi per il SSN 

    Il primo rapporto italiano di Health Technology Assessment sul vaccino influenzale trivalente adiuvato è stato presentato alla conferenza Senior Flu Immunization ed al 50° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), a Torino tenutosi dal 22 al 25 novembre.

    Gli esperti dell’Università Cattolica di Roma, delle Università di Genova e Firenze e della LIUC Università Cattaneo di Castellanza (VA) hanno preso in esame il vaccino adiuvato, cioè potenziato per indurre una più efficiente risposta del sistema immunitario. Applicando l’HTA, gli esperti hanno concluso che, nella popolazione over 65, questo vaccino rappresenta una soluzione ottimale in termini preventivi sia sotto l’aspetto medico sia sotto il profilo economico.

    Infatti, i risultati del primo studio italiano di Health Technology Assessment (HTA) sul vaccino adiuvato hanno dimostrato un miglioramento della qualità di vita e riduzione dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

    Nella stagione influenzale 2016-2017 le coperture sono risultate in crescita. Ma siamo ancora lontani dal 75% che è considerata la soglia ottimale di profilassi nei soggetti a rischio per patologia e per gli over 65. In questa fascia di età si concentra mediamente il 90% dei decessi legati al virus dell’influenza.

    Rispetto alla situazione attuale, l’adozione esclusiva del vaccino adiuvato per l’immunizzazione della popolazione over 65 porterebbe a una riduzione di:

    • oltre 29mila casi di influenza,
    • circa 3mila casi di complicanze,
    • circa un migliaio di ospedalizzazioni,

    con una cospicua riduzione dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

    L’indagine di Health Technology Assessment sul vaccino influenzale trivalente adiuvato

    «Il punto di forza di questo modello risiede nel fatto che analizza dati estremamente conservativi, come per esempio i dati di vera influenza invece che di sindromi influenzali, e nella valutazione comparativa dei diversi vaccini esistenti (vaccino adiuvato con MF-59, vaccino trivalente convenzionale, vaccino intradermico, vaccino quadrivalente), considerando anche la mancata vaccinazione – spiega Stefano Capri, School of Economics and Management, Univestità Carlo Cattaneo-LIUC – ed è per questo che lo riteniamo un modello molto robusto».

    L’indagine analizza l’impatto di una corretta immunizzazione su due figure interessate:

    • il singolo,in termini di miglioramento della qualità di vita
    • il SSN, in termini di sostenibilità socio-economica e di riduzione dei costi legati alla patologia, come la gestione di complicanze e ospedalizzazioni.

    I risultati dell’indagine di Health Technology Assessment sul vaccino influenzale trivalente adiuvato

    Il modello economico ha evidenziato che, se fosse utilizzato il solo vaccino adiuvato per la prevenzione dell’influenza nella popolazione over 65, mantenendo la copertura vaccinale del 49,9% riscontrata nella stagione 2016-2017, rispetto alla situazione attuale si potrebbe ottenere una riduzione di almeno 29mila casi di influenzacirca 3mila casi di complicanze e circa un migliaio di ospedalizzazioni. Questi risultati potrebbero ulteriormente migliorare all’aumentare delle coperture vaccinali.

    I dati disponibili di altri studi rivelano che che:

    • il costo medio di una stagione influenzale in Italia ammonta a 1,3 miliardi di euro,
    • ogni caso di influenza costa in media (in termini di costi sociali diretti ovvero visite, diagnostica, farmaci), complessivamente, 330 euro,
    • per ogni caso di influenza con ospedalizzazione il costo sale fino a 3-6 mila euro.

    «Questo modello farmaco-economico, che per la prima volta ha confrontato tutte le opzioni disponibili riguardo all’immunizzazione influenzale della popolazione senior, ha dimostrato che, sebbene la vaccinazione porti ad un aumento dei costi sanitari diretti, questa fa aumentare l’aspettativa e la qualità di vita della popolazione over 65 – spiega Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – Secondo l’analisi il vaccino maggiormente “costo-efficace”, ovvero che associa la maggior efficacia con il minor costo, è il vaccino trivalente adiuvato con MF59 [di Seqirus, n.d.r], che quindi dovrebbe essere considerato di prima scelta per la popolazione anziana».

    Il documento sulla vaccinazione antinfluenzale, partendo dalla revisione sistematica dei dati disponibili, dimostra quindi che il vaccino adiuvato ha:

    • un buon profilo di sicurezza,
    • una più alta immunogenicità verso i ceppi simil-vaccinali,
    • una più alta immunogenicità verso i ceppi “driftati”(che cioè hanno subito variazioni antigeniche),
    • un’alta efficaciasul campo.

    L’influenza negli anziani

    Le osservazioni nate dall’HTA rappresentano una sorta di guida operativa per medici e decisori sanitari, alla luce delle considerazioni sul diverso modo in cui l’infezione si manifesta negli anziani e nei giovani. Il vero “flagello”, nell’anziano, è rappresentato dai ceppi A/H3N2. Infatti, i più alti tassi di infezione, di ospedalizzazione e di mortalità tra gli over 65 si verificano quando predomina la circolazione di questi ceppi. Ad esempio, confrontando la stagione 2016-17 (con netta predominanza di A/H3N2) con quella 2015-16 (quando i ceppi B erano più diffusi), al picco della sindrome influenzale si evidenzia un aumento dell’incidenza nella popolazione anziana di ben 3,5 volte.

    In termini previsionali, l’impatto dell’influenza stagionale può essere ulteriormente ridotto con il raggiungimento della copertura prevista dal Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Questo per la vaccinazione antinfluenzale pone gli obiettivi di immunizzazione del:

    • 75%degli ultrasessantacinquenni e dei gruppi a rischio, come obiettivo minimo,
    • 95%degli ultrasessantacinquenni e dei gruppi a rischio, come obiettivo ottimale.

    L’Health Technology Assessment applicato ai vaccini

    L’Health Technology Assessment (HTA – valutazione della tecnologia sanitaria) è un approccio multidisciplinare volto ad aiutare i principali portatori d’interesse nella valutazione critica di qualsiasi tecnologia sanitaria, inclusi i vaccini. L’HTA funge quindi da “ponte” tra il mondo accademico e decisori politici.

    L’utilizzo dell’HTA permette di esaminare sicurezzaefficaciacostiimpatto sociale e organizzativo.

    L’applicazione dell’HTA ai vaccini consente di ottenere diversi risultati:

    1. analizzare potenzialitàlimiti dei prodotti nel contesto della situazione epidemiologica, clinica, economica e organizzativa del Paese. Questo permette di valutare l’utilità dell’introduzione/utilizzo,
    2. pone le basi per considerare l’impatto in termini sanitari ed economicidell’utilizzo della vaccinazione su larga scala e quindi effettuare le necessarie valutazioni per procedere alla rimborsabilità in alcune fasce della popolazione (nel caso dell’influenza, gli anziani),
    3. offre una misurazione dell’efficacia e della sicurezzadi un determinato vaccino,
    4. permette di considerare l’impatto organizzativodell’offerta vaccinale sul sistema sanitario,
    5. di valutare gli effetti etici dell’offerta.

    Fonte: Notiziario Chimico Farmaceutico

    LA VALUTAZIONE DI HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT (HTA) DEL VACCINO ANTINFLUENZALE ADIUVATO NELLA POPOLAZIONE ANZIANA ITALIANA

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