Innovazioni farmacologiche nello scompenso cardiaco e MMG

Nell’ambito degli ormai frequenti incontri diretti a favorire i rapporti tra Medici ospedalieri e del territorio, e più in generale tra specialisti e MMG, si è svolto stamattina 24 novembre 2017, presso la sede della cooperativa Medincò, un dibattito confronto su quanto di innovativo esiste, nella farmacologia specialistica, adatto a modificare l’evoluzione dello scompenso cardiaco.

Ancora una volta, presenti il collega G. Riccio – medico dirigente del servizio di cardiologia P.O. Umberto I di Nocera Inferiore – ed il collega C. Lambiase – dirigente responsabile del servizio di Diabetologia P.O. Gaetano Fucito -, si è convenuto sull’importanza della gestione delle innovazioni facendo “rete”, e non in maniera isolata da parte dello specialista, e quanto il medico di famiglia rivesta sempre più il ruolo essenziale di pilota vigile e attento delle scelte dei singoli specialisti in una visione olistica del paziente.

L’analisi dei dati dello studio PARADIGM ha, già ormai da diversi anni, messo in evidenza come l’associazione farmacologica sacubitril/valsartan (nome commerciale ENTRESTO) produca notevoli benefici che vanno a completare lo strumentario dell’ottimale terapia ad oggi disponibile per lo scompenso cardiaco.

Lo scompenso che costituisce la prima causa di mortalità in Italia ed assorbe cospicue risorse, è una malattia cronica, riacutizzante ed evolutiva verso un progressivo declino e costituisce un bisogno assistenziale inserito nel Piano Nazionale delle Cronicità oltre che negli obiettivi regionali e aziendali, ed è destinato, ad entrare presto nei compiti del MMG come PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico ed Assistenziale).

Malgrado tutti i limiti legati alla prescrivibilità anche l’innovazione in diabetologia ha prodotto notevoli avanzamenti nel trattamento farmacologico (GLP-1 analoghi, DPP-4 inibitori e SGLT2 inibitori) con inaspettate quanto benvenute ricadute sull’aspettativa di vita dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, per cui si è verificata nella “real life” una netta riduzione dell’ospedalizzazione per scompenso, per malattie cardiovascolari e di morte per tutte le cause. È dunque pressante la necessità di trattare il paziente con diabete avendo come obiettivo la persona con tutte le sue peculiarità cliniche (cardiopatie, nefropatie, malattie neurodegenerative ecc.) e psicologiche e non la malattia in se.

Esiste, nella nostra Azienda, un ambulatorio dello scompenso cardiaco di cui pochi Medici di Famiglia sono informati ed è accessibile con modalità poco chiare (ricetta per visita specialistica? ECG? ECO? Altro?).

È dunque auspicabile la realizzazione di un percorso integrato con il coinvolgimento di diverse figure professionali – dalle quali non è possibile escludere il MMG – per la completa presa in carico del paziente affetto da scompenso e  l’ottimale discriminazione clinica (multipatologie), strumentale (ECG, ECO, ergospitometria, coronarografia ecc.), ed ematochimica della malattia e quindi per il suo trattamento più vantaggioso.

L’obiettivo è sempre quello di fare “rete” ed arrivare a standardizzare i comportamenti per realizzare, a partire dall’Assistenza Primaria con l’educazione agli stili di vita e la correzione degli squilibri metabolici, un sistema ordinato, che risolva l’attuale disorientamento del paziente e del MMG e che produca risparmio di risorse da reimpiegare in trattamenti avanzati.

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