• La ASL Salerno incontra i MMG sul tema delle reti territoriali per le cronicità

    L’incontro sulla Rete dei servizi territoriali tenutosi stamattina 18/11/17 presso la sala Colella del PO Umberto I di Nocera Inferiore, è stato l’occasione per uno stimolante confronto tra la dirigenza aziendale e i medici di Medicina Generale del territorio e per evidenziare criticità e convergenze, ma soprattutto il desiderio più volte espresso, da tutti, di superare insieme le difficoltà ed i malumori per progettare e costruire una nuova Sanità del territorio, snella ed efficace.

    Presente il DG Antonio Giordano che ha dichiarato la sua disponibilità a stringere rapporti stretti “tra ASL e operatori sanitariper recuperare il gap tra cittadini e organizzazione sanitaria”.

    Il Direttore Sanitario aziendale M. Vittoria Montemurro ha riconosciuto lo “scatto verso la popolazione“ della Medicina Genrale e che “il Medico di Famiglia resta il riferimento, a volte l’unico riferimento, che non può essere lasciato nella solitudine del suo studio”.

    Numerosi sono stati poi gli interventi che si sono succeduti, tutti davvero appassionati, e orientati a fornire un supporto al superamento delle criticità e alla costruzione di nuovi percorsi a favore delle fragilità.

    Anche il direttore dell’Ospedale Umberto I, Alfonso Giordano, ha auspicato la ricomposizione dello scollamento tra ospedale e territorio “creato forse da atteggiamenti da modificare”, mediante la franca collaborazione tra attori di uno stesso Sistema.

    E poi la direttrice responsabile del Coordinamento Sociosanitario dr.ssa Matilde Ansanelli e il direttore Antonio Russo (DS 62) hanno discusso di prevenzione, di scarsità di risorse e di un susseguirsi di atti di programmazione che non hanno ricadute concrete verso la popolazione mentre la dr.ssa Anna Castaldo, direttore del DS 60 si è detta favorevole alla “soluzione di problematiche assistenziali sospese e che non trovano risposta” attraverso la discussione in sede UCAD di percorsi che vedano il coinvolgimento delle cooperative e dell’associazionismo dei MMG.

    Molto apprezzato e più volte citato l’intervento del dr. Porfido Manda (direttore A.C. Consortile Servizi Sociali S1_3) che ha lucidamente individuato nella scarsità delle risorse un problema culturale dato che gli stanziamenti per obiettivi ed opere meritevoli raggiungono lo scopo per una percentuale media inferiore al 20 % ed ha auspicato la possibilità di poter “sbagliare di meno” attraverso l’incontro tra i diversi professionisti, ciascuno con il proprio carico di esperienze, infatti, ha aggiunto, “le risorse si trovano principalmente nelle persone”.

    Appassionato anche l’intervento del collega Elio Giusto (MMG) che, abbandonata la sua consueta aplomb, ha rimarcato come il MMG, centrale nella presa in carico delle fragilità, sia il solo a conoscere il paziente in senso olistico e per questo è indispensabile il suo ingresso, concreto e non solo proforma, nella gestione organizzativa delle cure domiciliari come già sancito dalla normativa corrente.

    Quindi il dr Raffaele Sellitto, MMG e presidente del Consorzio delle Cooperative dei MMG Mega Ellas, ringraziando per questi nuovi spiragli di luce che si aprono sul territorio e ricordando che questo “corso di formazione” cade dopo 10 anni dalla costituzione delle reti territoriali (Del. 1811/2007), ha condotto una disamina provocatoria e stimolante su ciò che è e ciò che potrebbe essere ed ha proposto di rivedere la progettualità hospice per la realizzazione di almeno due strutture intermedie del territorio in un ambito altamente popolato e con elevato bisogno assistenziale. “Ok le isorisorse” ha continuato, “purché siano spostate, in una società in cui le cronicità assorbono il 70% delle risorse, nei contenitori utili a prevenire e risolvere i problemi e che generino risparmio“. Il MMG, infatti, per il suo lavoro duro e silenzioso, vicino alle sofferenze degli assistiti, è motivatamente depositario della fiducia del cittadino ed è necessario il suo coinvolgimento nella programmazione e negli interventi per l’ottimale funzionamento di un Sistema farraginoso che produce ed approva atti poi inapplicati.

    Alla fine dei lavori, molto provocatoriamente il collega Monda ha richiamato l’attenzione degli astanti sui danni dell’immobilismo decisionale, infatti “la cifra della contemporaneità èla velocità e noi la stiamo perdendo”.

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