Agevolazioni. Le imprese no profit potranno presentare domanda per accedere ai 223 milioni di prestiti

Terzo settore in corsa per gli incentivi

Dall’ assistenza alle donne vittime di violenza all’aiuto ai disabili, passando per le iniziative nelle carceri, per il reinserimento di disoccupati e il reimpiego dei beni confiscati alle mafie. Sono solo alcune delle iniziative che, con un progetto in mano, le imprese sociali potranno provare a realizzare: si parte questa mattina alle 10 quando sarà aperto lo sportello per le domande di accesso ai 223 milioni di «agevolazioni alle imprese per il rafforzamento dell’economia sociale» dello Sviluppo economico. Si tratta del regime di aiuto dedicato al mondo del terzo settore, che solo qualche mese fa è stato oggetto di una profonda riforma. Tre le tipologie di imprese che potranno beneficiare delle agevolazioni, le imprese sociali, le cooperative sociali e le società cooperative onlus. Per accedere agli aiuti del Mise dovranno tutte operare in regime di contabilità ordinaria .

Anche in questo caso il ministero ha puntato su un cocktail di strumenti: un finanziamento agevolato concesso dal Mise a un tasso dello 0,75% e della durata massima di 15 anni che però andrà sempre associato a un finanziamento bancario, a tassi di mercato, con un istituto che ha aderito alla convenzione ad hoc per questo strumento (per ora due sole banche). I finanziamenti copriranno l’80% dell’investimento del progetto che non potrà essere inferiore a 200mila euro e non potrà superare la soglia dei 10 milioni di euro. C’è poi un “premio” a fondo perduto per un massimo del 5% su alcuni investimenti: in questo caso al di sotto dei 3 milioni e a saldo dei progetti terminati. «Ci aspettiamo di sostenere 3-400 progetti con un investimento medio di 500mila euro», spiega Invitalia che in qualità di struttura tecnica esaminerà le domande di agevolazione.

Per accedere a questi finanziamenti (e al fondo perduto) le imprese sociali dovranno incassare la valutazione positiva del merito di credito da una delle banche finanziatrici: con l’ok degli istituti potranno procedere alla richiesta che dovrà essere inoltrata solo in formato elettronico (e dunque con firma digitale) all’indirizzo di posta elettronica certificata es.imprese@pec.mise.gov.it.

Per saperne di più: www.avvocatosimonapelliccia.it

fonte: il Sole 24 ore

Comments are closed.