• IL PRESIDENTE DE LUCA INCONTRA LE COOPERATIVE.

    Il governatore campano Vincenzo De Luca punta sui medici di Assistenza Primaria per costruire il riordino della Medicina del territorio ed incontra, in qualità di commissario per la Sanità, i soci della Cooperativa Comegen di Fuorigrotta. «In 20 anni ha detto Giovanni Arpino – presidente del consorzio regionale Campania Medica – questa è la prima volta che vediamo seduto al nostro tavolo un presidente di Regione».

    La Campania, recentemente nota alla cronaca per le cattive performances sul piano della Sanità in generale, vanta, tuttavia, già dal 1996 un fermento ed una ricerca di innovazione e sviluppo da parte dei Medici di Medicina Generale testimoniati dalla nascita delle forme cooperative, e recentemente affermati dalla rappresentanza della medicina territoriale regionale in sede nazionale da parte del segretario della Fimmg Silvestro Scotti, già al vertice, oltretutto, dell’Ordine dei medici di Napoli.

    Le doglianze del Governatore partono dalle liste di attesa che, seppur in via di miglioramento, sono causa di migrazione sanitaria (per una spesa di 300 milioni di €), ricorso al privato non accreditato e, talvolta, il motivo che «spinge i poveri cristi a rinunciare alle cure». «Dobbiamo andare avanti a carro armato – incalza il governatore – senza dimenticare lo svantaggio economico che per vecchie zavorre debitorie blocca nel fondo rischi 1,2 mld per eventuali ingiunzioni sottratti all’assistenza».

    De Luca chiede l’impegno dei MMG sugli screening oncologici, «i medici di famiglia devono fare di più», e promette un decollo del primo e secondo livello di cure sul territorio per alleggerire la pressione sul terzo livello ospedaliero.

    Giovanni Arpino, Gaetano Piccinocchi, presidente della Comegen e Pina Tommasielli, hanno ben illustrato i vantaggi che produrrebbe, sulla sanità del territorio l’intesa con le cooperative. La Comegen, ricordano, raggruppa 142 medici di medicina generale sparsi in città per un totale di 180 mila cittadini riuniti in un unico server e banche dati quotidianamente aggiornati.

    «Tutto ciò – dice Arpino – rende possibile organizzare nei distretti, poveri di personale e risorse, unità di cura per abbattere le liste di attesa e intercettare l’afflusso in ospedale» facendo leva su personale di studio preparato e motivato e già vicino e profondo conoscitore dei bisogni della popolazione.

    In questo quadro campano, spicca per capacità organizzativa e propositiva il Consorzio delle Cooperative salernitane MEGA ELLAS che raccoglie 6 Cooperative ed oltre 450 MMG ed è in continua crescita facendo quindi riferimento ad un’utenza di molte centinaia di migliaia di pazienti e che, partecipando i soci a progetti di aggiornamento e confronto continuo, già fornisce risposte avanzate all’utenza ed all’Azienda che si concretizzano nella presa in carico dei problemi del territorio, nella prevenzione e nell’implementazione di interventi innovativi e sperimentali con l’utilizzo di personale preparato.

    A Benevento, dove è già attiva in via sperimentale una UCCP, è stato utilizzato l’ex ospedale dismesso di Cerreto Sannita per dar vita ad una struttura dove «lavorano 16 medici e personale di studio – spiega Alfredo Montefusco, presidente di Samnium – ma anche pediatri e specialisti. Registriamo migliaia di accessi e facciamo analisi di primo livello, ecografie, ECG lavorando in turni su 16 ore in cui c’è sempre un medico ad accogliere i pazienti». Un modello HUB e SPOKE che filtra e reindirizza i malati verso l’ospedale solo se necessario. «Ci proponiamo con le cooperative come modello di efficienza per affrontare e risolvere, insieme ai sindacati di categoria e la Regione, i problemi relativi alle liste di attesa, alla prevenzione, agli screening e analisi epidemiologica della popolazione».

    La sintesi dell’incontro sul Mattino di Salerno

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