• Atto d’indirizzo in stand-by: Fimmg, Fimp e Sumai proclamano lo stato di agitazione

    da: Il Sole 24ore Sanità 
    6 lug 2017

    Ricordano i buoni auspici del coordinatore degli assessori alla Salute, Antonio Saitta. Puntano il dito contro il presidente del Comitato di settore Sanità, pur senza nominarlo (è il lombardo Massimo Garavaglia), perché «non valorizza la necessità della formulazione di un nuovo atto d’indirizzo che recepisca l’evoluzione legislativa e le nuove necessità organizzative». Sottolineano come, «mentre la definizione degli atti di indirizzo per il personale dipendente va avanti, prevedendo anche una qualificazione economica, la medicina convenzionata diventa sempre la cenerentola del sistema, non avendo peraltro neppure usufruito negli ultimi anni della vacatio contrattuale, prerogativa esclusiva della dipendenza». Chiedono alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, nella sua qualità di componente del Comitato di Settore, «di farsi ancor più parte attiva per la elaborazione di un nuovo atto d’indirizzo che sia coerente e inclusivo delle normative ed indirizzi che la sua azione di governo, condivisa dalle regioni, in questi due anni ha generato e che ne rendono indispensabile la sua formulazione».
    In attesa che qualcosa si sblocchi, proclamano lo stato di agitazione. Sono i sindacati della medicina generale – Fimmg, Fimp e Sumai Assoprof – che a Roma hanno organizzato una seduta congiunta per fare il punto insieme ad esponenti politici e al Tdm-Cittadinanzattiva sull’impasse che blocca da anni il rinnovo della Convenzione per la Medicina generale. Un’impasse che vedrebbe contrapposti i due schieramenti regionali di destra e di sinistra: con l’asse Liguria (Toti), Lombardia (Maroni) e Veneto (Zaia) da una parte e, dall’altra, il gruppo guidato da Piemonte ed Emilia Romagna. I cui tecnici hanno nel cassetto un testo pronto a rilanciare la medicina del territorio e le cure primarie, che prenda atto delle “rivoluzioni” Piano nazionale cronicità, Piano vaccini, sblocco economico dei rinnovi contrattuali e legge sulla responsabilità professionale. L’obiettivo dei sindacati, che l0 spiegano nel comunicato congiunto seguito all’incontro romano con gli esponenti politici (presente anche il responsabile Sanità del Pd Federico Gelli), è «riavviare una trattativa contrattuale delle tre aree della medicina del territorio che disegni il futuro del Ssn e ne garantisca la sostenibilità e la sopravvivenza».
    «Le Regioni – afferma il segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti – si assumano se credono la responsabilità di far naufragare il necessario rilancio di tutta l’area extra-ospedaliera. Sia chiaro che non ci stiamo a giocare il ruolo dell’utile idiota cui dare le colpe degli enormi gap assistenziali sul territorio. Siamo pienamente disponibili a “metterci la faccia”: ci aspettiamo che i nostri interlocutori siano altrettanto trasparenti».
    Al momento, anche se in via sotterranea, i contatti fervono. In attesa che qualcosa si definisca, lo stato di agitazione annunciato oggi – e che sarà formalizzato in occasione dei Consigli nazionali dei tre sindacati – preclude alla calendarizzazione congiunta tra settembre e ottobre di varie iniziative: dallo sciopero al blocco delle trattative periferiche all’astensione delle attività telematiche della medicina territoriale.

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