Le eparine a basso peso molecolare nella DPC

Stante la classificazione delle EBPM in termini di rimborsabilità da parte del SSN, con l’entrata in vigore della distribuzione per conto nella nostra Azienda, sorgono dubbi per quanto riguarda i canali distributivi delle eparine.

Vale la pena ricordare che la DPC consiste nella distribuzione attraverso le farmacie convenzionate, dopo l’acquisto centralizzato al prezzo più vantaggioso mediante gara regionale, di alcune specialità medicinali incluse nel Prontuario Ospedale Territorio (PHT) (Det. 29/10/2004 suppl. ord. G.U. n. 259 4/11/2004), consentendo un risparmio per la spesa sanitaria e la possibilità di ottimizzare l’allocazione delle risorse oltre che ridurre l’aggravio dei costi per quanto riguarda il budget imputato alla Medicina Generale.

Per quanto riguarda le eparine a basso peso molecolare (EBPM) occorre precisare che, per le specialità medicinali a base di dalteparina, enoxaparina, nadroparina, parnaparina, reviparina e bemiparina le indicazioni autorizzate all’impiego in PHT (Prontuario Ospedale Territorio) riportate in scheda tecnica (RCP) e rientranti nell’area della presa in carico e della continuità terapeutica H-T (e quindi nella DPC) sono esclusivamente:

profilassi della TVP dopo intervento ortopedico maggiore,
profilassi della TVP dopo intervento di chirurgia generale maggiore.

Le restanti indicazioni in RCP delle molecole antitrombotiche non sono autorizzate all’impiego in PHT e appartengono all’area “T” (Territoriale) della cronicità e delle terapie a breve termine, con prescrizioni da parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in fascia “A” del Prontuario Farmaceutico Nazionale ed, eventualmente, su ricetta dematerializzata se il software lo permette (quindi fuori dalla DPC, in cui rientrano i soli farmaci in PTH).

A questa regola generale fa eccezione la specialità Fondaparinux per la quale sono inserite in PHT (Det. AIFA 6 febbraio 2007 G.U. gen. n. 41 19/02/07) tutte le indicazioni in scheda tecnica per cui il farmaco può seguire sempre, ai dosaggi stabiliti, il percorso della DPC.

La prescrizione delle EBPM in DPC, come da nota regionale prot. 2017.0805633 del 06.12.2017, necessita di compilazione del MUP (modello unico di prescrizione) su piattaforma regionale Sani.ARP anche quando non richiede piano terapeutico.

Con l’occasione si ricorda che, come stabilito da diverse determine AIFA e chiarito dalla circolare n. 269023/16 ASL SALERNO, per quanto riguarda le seguenti patologie:

1) Profilassi del tromboembolismo in gravidanza e puerperio per le pazienti a rischio,
3) Profilassi delle trombosi venose profonde in pazienti oncologici ambulatoriali a rischio,
2) Trattamento del tromboembolismo nella sospensione degli anti vitamina K (AVK) per manovre chirurgiche e/o invasive (terapia ponte o bridging).

le eparine a basso peso molecolare (EBPM) costituiscono trattamento off-label rientrante nell’ambito della concedibilità secondo le indicazioni in legge 648/96 e NON possono essere prescritte dal medico di Assistenza Primaria (né su ricetta rossa, né per conto, né dematerializzata). Ne è consentita, ai fini di uno stretto monitoraggio, la prescrizione DAI SOLI SPECIALISTI SSN (servizio pubblico), previa compilazione di MUP (su piattaforma SANIARP), di piano terapeutico e di modello dedicato di indicazione terapeutica e consenso volto al ritiro del farmaco DIRETTAMENTE PRESSO LA FARMACIA TERRITORIALE, senza passare dallo studio del MMG.

Attenzione: non è prevista terapia ponte (bridging) per la gestione perioperatoria della terapia antiaggregante (Asa, Clopidogrel, Ticlopidina, Ticagrelor, ecc.). Infatti, oltre a non essere disponibili evidenze che ne confermino l’efficacia in queste circostanze, uno studio ha dimostrato che, paradossalmente, la somministrazione di eparina non frazionata somministrata a tale scopo risultava un fattore di rischio 1, 2, 3, per cui, pur mantenendo la dovuta cautela nella sospensione che va effettuata solo se strettamente necessario, non è buona pratica, ed è off-label, la sostituzione temporanea con EBPM che ha indicazioni differenti rispetto agli antiaggreganti.

Si rimanda, per semplificare, alla tabella riepilogativa già pubblicata tempo addietro.

Ringraziamenti di cuore vanno alla dr.ssa Mariarosaria Cillo Direttore della Struttura Complessa Assistenza Farmaceutica della ASL Salerno per il preziosissimo contributo.

Bibliografia:

  1. Anwaruddin S, Askari AT, Saudye H, et al. Characterization of post-operative risk associated with prior drug-eluting stent use. JACC Cardiovasc Interv 2009;2:542-9. Rossini et. al. Stent coronarico e chirurgia: la gestione perioperatoria della terapia antiaggregante nel paziente portatore di stent coronarico candidato a intervento chirurgico G ITAL CARDIOL | VOL 13 | LUGLIO-AGOSTO 2012Linee-Guida ESC SCA-NSTE (831-872) G ITAL CARDIOL | VOL 17 | OTTOBRE 2016
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