• Sorveglianza sanitaria per medici convenzionati operanti in strutture delle aziende sanitarie. Obbligo indipendente dalla tipologia contrattuale.

    Il recente caso triestino della pediatra convenzionata affetta da tbc che avrebbe contagiato minori da lei sottoposti a vaccinazione in struttura aziendale sottolinea l’importanza prevalente della cultura della sicurezza rispetto al problema reale dei suoi costi.
    I medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali interni sono ugualmente medici convenzionati e quindi, analogamente, qualora prestino la propria opera in strutture aziendali, sono ugualmente soggetti all’obbligo di sorveglianza sanitaria.

    L’interpello n.15/2016 del Ministero del Lavoro ha espresso il parere che i medici convenzionati di continuità assistenziale (ex-guardia medica) sono tenuti all’obbligo di sottoporsi alla vigilanza sanitaria prevista dall’art.41 del D.Lgs n.81/2008, come già precisato con interpello n.5/2016, in quanto svolgono la propria attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione aziendale di un datore di lavoro e pertanto rientrano a pieno titolo nella definizione di lavoratore di cui all’art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 81/2008.

    Il d.lgs. n. 81/2008 all’art. 2, comma 1 lett. a) definisce infatti il lavoratore come “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato”.

    L’interpello n.14/2016 ha inoltre precisato che gli oneri correlati alle visite di sorveglianza sanitaria sono a carico del datore di lavoro e non del lavoratore.

    Il D.Lgs n.81/2008 trova applicazione dunque anche negli ambulatori medici per la tutela della sicurezza e della salute degli operatori e degli utenti nei luoghi di lavoro. Il medico titolare o responsabile di struttura si configura come datore di lavoro con gli obblighi di tutela connessi (artt. 17 e 18) a cui corrispondono obblighi per i collaboratori dipendenti (art.20) e autonomi (art.21 e 26) ed i lavoratori eventualmente preposti alla vigilanza (art.19).

    Se i medici di medicina generale convenzionati col SSN, che sono prestatori d’opera intellettuale parasubordinati autonomi (art. 2222 CC), lavorano in associazione in una struttura dell’azienda sanitaria il datore di lavoro è il direttore generale che ha la disponibilità giuridica dei luoghi (artt.62 e 26), (Cass.Pen.sez.3° n.29543/2009). L’eventuale delega di funzioni (art.16) del datore di lavoro ad altro dirigente medico è valida se effettuata con specifico atto sottoscritto, a persona già con formazione acquisita e certificata sul D.Lgs 81/2008 e con espressa e concreta attribuzione di autonomia di spesa per attuare le misure di sicurezza (Cass.Pen.sez.IV n.4106/2011).

    Se la sede ambulatoriale di lavoro è di proprietà di altra amministrazione pubblica gravano su di essa gli obblighi di manutenzione necessari a garantire la sicurezza dei locali ai sensi dell’art.18, comma 3, del D.Lgs 81/2008.

    Gli obblighi principali non delegabili del datore di lavoro sono:

    a) Effettuare la valutazione dei rischi ed elaborare un Documento di valutazione dei rischi che contenga l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione adottate (artt.28 e 15).

    b) Nominare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi per i compiti previsti dall’art.33.

    Il datore di lavoro è tenuto alla nomina di un medico competente specialista in medicina del lavoro (art.25) sulla cui attività ha il dovere di vigilanza (Cass. Pen.sez.IV n.34373/2011). La nomina del medico competente può anche essere delegata dal datore di lavoro “iure proprio” per i dirigenti, ex art. 18 comma 1 lettera a) del D. Lgs. 81/08 (OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEI DIRIGENTI) ed è altresì delegabile secondo le procedure citate dall’art. 16 del D. Lgs. 81/08 (DELEGA DI FUNZIONI) qualora il datore di lavoro intenda trasferire l’obbligo ad altro soggetto, ove l’obbligo non gravi già su un dirigente iure proprio.

    Il medico competente ha il compito principale di visitare i luoghi di lavoro almeno una volta all’anno, effettuare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori (art.41), collaborare alla valutazione dei rischi col datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (Cass.Pen.sez.3° n.26539/ 2008). Il medico competente ha un preciso dovere di collaborare attivamente alla stesura del Documento (Tribunale Pisa sez. Penale n.399/2011 e interpello n.5/2014).

    Va rilevato che l’incompleta elaborazione del Documento di valutazione dei rischi equivale all’omessa valutazione dei rischi, secondo la sentenza n.10448 del 16.03.2010 della Cassazione sezione penale IV.

    Il medico datore di lavoro deve provvedere all’informazione e formazione dei lavoratori e propria ai sensi degli artt. 21, 36 e 37 del D.Lgs 81/2008.

    Va precisato che per lavoratori la legge comprende anche i soci lavoratori di cooperative o di società che prestino la loro attività per conto della società.

    L’art. 55 prevede sanzioni penali e ammende per violazione delle norme del D.Lgs 81/2008.

    A cura di:

    Mauro Marin – Direttore Distretto Sanitario AAS5 – Pordenone e Giulia Marin – medico di guardia medica – Pordenone

    Fonte: UNIVADIS Editoriali e Normativa.

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