• Convenzione, il compenso disegnato dalla parte pubblica

    Convenzione, il compenso salvaguardia l’indennità e premia chi ha più anziani

    L’interessante articolo tratto da Doctor33 conduce una disamina molto sconfortante sul contenuto economico del prossimo ACN così come disegnato dalla parte pubblica nella bozza informale pubblicata dal Sole24ore:

    Oneri zero per il servizio sanitario a fronte di nuovi compiti per il Mmg, è scritto nell’atto d’indirizzo. Ma qualcosa in tasca ai singoli cambia con la nuova convenzione. Che cosa? Intanto, nella bozza che oggi iniziano a discutere ufficialmente con i sindacati, i tecnici regionali componenti della Sisac parlano di «maggiore consistenza da attribuire alla parte variabile del compenso». Se andiamo a vedere nella bozza diffusa sui media e “ufficiosa”, l’articolo 42, che “novella” l’attuale articolo 59, resta la struttura della busta di 16 anni fa: onorario nazionale, più una quota variabile da euro 3,08/assistito/anno per l’adesione a programmi di governo clinico, cui si aggiunge una quota speculare assegnata attraverso accordi con le regioni. La prima quota oggi va ufficialmente a coprire anche l’adesione a progetti obbligatori di medicina d’iniziativa. Compaiono una quota per servizi concordata a livello regionale che coprirà le visite in assistenza domiciliare programmata ed integrata e le prestazioni di particolare impegno e una quota del fondo per l’aggregazione funzionale territoriale definita a livello nazionale ma negoziata tra sindacati e singole regioni. La somma di queste tre quote variabili non deve superare il 30% degli emolumenti complessivi, il restante 70% è onorario in quota capitaria nazionale. C’è infine una quota per ulteriori attività concordate a livello regionale. Non si prevedono spese aggiuntive a carico del Ssn, ma in tasca del singolo medico qualcosa potrebbe cambiare. Nell’onorario, la Sisac parte dalla quota capitaria per assistito del precedente accordo di 40,05 euro/assistito/anno ma prevede una maggiorazione della quota addizionale per l’assistenza agli anziani sopra i 75 anni, che passa da euro 20,29 a euro 31,09/assistito/anno, mentre resta una addizionale di euro 18,95 l’anno per ogni assistito sotto i 14 anni. Le risorse fin qui usate per compensare i medici con un collaboratore o un infermiere in studio o aderiscono a medicine di rete o gruppo confluiscono in un fondo per le aggregazioni (Aft) ma è prioritariamente salvaguardato il trattamento dei medici che già percepiscono le indennità “purché mantengano gli standard strutturali strumentali ed organizzativi già realizzati”. A chi ha più di 1575 assistiti incluse le ricongiunzioni familiari è sospesa l’attribuzione di nuove scelte, fatti salvi extracomunitari con permesso e non residenti che, insieme, possono assommare massimo ad altre 225 scelte temporanee. Se un componente va in pensione la sua indennità confluisce nel fondo Aft e non viene ereditata da chi subentra, le indennità informatiche vanno a finanziare l’assunzione di collaboratori di studio per l’Aft, gli accordi regionali possono dettare criteri differenti di destinazione delle risorse. Invariata la quota oraria (euro 22,46) per il medico di continuità assistenziale.  Invariato il concetto secondo cui dei contributi da versare all’Enpam il 10,375% sugli emolumenti lo mette l’Asl e il resto, che cresce, lo versa il medico dalla sua busta paga. Sugli altri temi (graduatorie e ingresso, incompatibilità) appare un’omogeneità iniziale rispetto al passato, ma in realtà anche qui i contenuti sono tutti da contrattare. Ad esempio, viene ri- disciplinata la rappresentatività, a ogni sindacato firmatario dell’Accn si riconoscono tre ore annue per ogni iscritto rilevato al 1° gennaio dell’anno precedente e comunicato dal sindacato entro il 31 ottobre. E per il quadro sanzionatorio i tecnici regionali prevedono “un più adeguato approccio”.

    Fonte: Doctor33. Mauro Miserendino

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