• In Dl enti locali taglio stipendi medici se prescrivono troppo e male

    “NON SO PROPRIO DOVE ARRIVEREMO TRA POCO…… CIAO E BUONA ESTATE”. Raffaele Sellitto

    Roma, 22 lug. (AdnKronos Salute) – L’emendamento del Governo al decreto legge enti locali, all’esame del Senato, “prevede penalizzazioni economiche per i medici (dipendenti e convenzionati) che effettuino prescrizioni inappropriate per visite specialistiche ambulatoriali”. Lo denuncia l’Anaao Assomed, che boccia la proposta. “A parte il fatto che non si vede chi e come stilerà il nomenclatore delle prestazioni inappropriate – afferma Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed – i cittadini sappiano che attraverso l’intimidazione dei medici si mira a un taglio delle prestazioni erogate, del valore di circa 100 milioni. Alla faccia di quanti assicurano che il sistema sanitario e il diritto alla salute dei cittadini non sono in grado di sopportare ulteriori riduzioni”.”Siamo di fronte a un nuovo strumento di controllo dei comportamenti professionali e delle strategie di difesa da parte dei cittadini del bene salute – continua Troise – figlio di una idea della sanità italiana come grande mercato in cui l’iperconsumismo, che pure c’è, è alimentato non da decisioni governative, ma da comportamenti negligenti quando non fraudolenti dei medici. Che perciò vanno ‘amministrati’ ed educati in quel grande campo di reclusione che sta diventando, complici anche le norme sul blocco del turnover e della mobilità volontaria, il servizio sanitario nazionale”.

    Anche la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) è contro l’emendamento dell’Intesa Stato-Regioni sui tagli decisi al finanziamento del servizio sanitario che propone l’introduzione della responsabilità patrimoniale per i medici (dipendenti e convenzionati) colpevoli di aver prescritto prestazioni ‘inappropriate’. Per Fimmg l’emendamento “comporterà effetti devastanti sul diritto alla salute dei cittadini, fino anche a vanificare il dettato dell’art. 32 della Costituzione”.

    Nella bozza di Intesa, precisa la Fimmg in una nota, “si legge: ‘Al fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni saranno poste a totale carico dell’assistito’, ma queste condizioni necessarie per accedere ad esami e prestazioni specialistiche saranno autoreferenzialmente decise, nel nome di una appropriatezza ricavata a posteriori, rigida, burocratica, poco trasparente e spersonalizzante l’assistenza, dagli stessi (Regioni) che si rivarranno patrimonialmente sui medici prescrittori, che vogliono obbligare, ricattandoli economicamente, ad una obbedienza acritica, eversiva rispetto al rapporto personale che caratterizza e vivifica l’attività della medicina di famiglia”.

    “Non solo – continua Fimmg – i medici saranno messi in condizioni di operatività veramente insostenibili, ma il risultato finale sarà che i cittadini, dopo aver pagato le tasse, dovranno rivolgersi alle assicurazioni private o sostenere direttamente le spese di assistenza, secondo un percorso ben studiato di progressivo smantellamento della Sanità pubblica a favore di già predisposti e delineati attori privati, rispondenti unicamente a logiche di profitto”.

    “Il medico – rileva la Fimmg – dovrà scegliere fra l’applicare rigorosamente queste nuove norme, che lo espongono al rischio di una denuncia deontologica, civile e penale per non aver messo in atto tutto ciò che in scienza e coscienza è utile per l’assistito, indipendentemente da norme e direttive oppure trasgredire quelle stesse norme e vedere il patrimonio proprio e della famiglia depauperato dall’arbitrio del tecnocrate di turno, che potrebbe modulare il proprio zelo sulle esigenze di cassa dell’Asl di appartenenza, magari confidando sul fatto che accendere un contenzioso legale, oltre ai costi, prevede 5-10 anni di peregrinazioni giudiziarie. Occorrerà nel giuramento d’Ippocrate aggiungere il requisito dell’eroismo e della disponibilità al martirio, considerando a questo punto che diventiamo l’unico paese europeo dove si ‘penalizza e patrimonializza’ l’atto medico”.

    Per i medici di famigla della Federazione “risulterà minato alla base non solo lo storico rapporto di fiducia fra medico di famiglia e assistito che lo ha scelto, ma anche quello, non meno importante, seppur più mediato con il medico ospedaliero, che si tradurrà nella diffidenza verso il Ssn stesso per manifesto conflitto d’interessi. Rivolgiamo un ultimo appello al Governo, alle forze politiche responsabili, alle associazioni di cittadini e anche ai media, perché questi deliri regionali possano essere fermati e perché si rifletta con attenzione sulle prossime modifiche costituzionali, in particolare sul Titolo V, affinché non si dia alle Regioni la potestà di cancellare l’articolo 32 della Costituzione”.

    “Il problema dell’appropriatezza e in genere degli sprechi in sanità esiste, non ci chiamiamo fuori, anzi confermiamo la nostra disponibilità ad un confronto serio e approfondito con tutti gli attori del servizio sanitario. Non ci stancheremo di richiamare tutti alle proprie responsabilità, i medici per primi, perché se l’omicidio del Ssn dovesse essere perpetrato, vogliamo poterlo piangere con una coscienza sgombra da rimorsi”, conclude Fimmg.

Comments are closed.